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Sanzioni per agevolazione prima casa, no per bonus illegittimo

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Autore: Redazione

Con l’ordinanza n. 8409 del 26 marzo 2019 la Cassazione ha stabilito che non scattano le sanzioni al contribuente che ha usufruito illegittimamente delle agevolazioni fiscali sulla prima casa, anche prima del 2014.

Accogliendo il ricorso presentato dall’acquirente di una villa che superava i 240 mq e per la quale aveva usufruito dell’Iva al 4%, la Cassazione ha spiegato che sono retroattive le norme entrate in vigore cinque anni fa che hanno fermato le sanzioni in relazione alle abitazioni di lusso acquistate direttamente da un costruttore.

La difesa del contribuente aveva chiesto l’esclusione delle sanzioni in virtù delle norme più favorevoli entrate in vigore con il dlgs 175 del 2014. La tesi è stata accolta estendendo all’Iva un principio già affermato relativamente all’imposta di registro: “L’art. 10, comma 1 lett. a, del dlgs n. 23 del 2011, che, nel sostituire l’art. 1, comma 2, della tariffa parte prima allegata al dpr n. 131 del 1986, ha identificato gli immobili non di lusso cui applicare l’imposta agevolata, in base al classamento catastale e non più alla stregua dei parametri di cui al dm 2 agosto 1909, pur non potendo trovare applicazione, quanto alla debenza del tributo, agli atti negoziali anteriori alla data della sua entrata in vigore, può tuttavia spiegare effetti ai fini sanzionatori, in applicazione del principio del ‘favor rei’, posto che, proprio in ragione della più favorevole disposizione sopravvenuta la condotta mendace che prima interava una violazione fiscale, non costituisce più il presupposto per l’irrogazione della sanzione”.

Regola, secondo quanto espressamente affermato dalla Cassazione, senz’altro applicabile al caso, come quello in esame, di fruizione da parte dell’acquirente di immobile a titolo oneroso dell’aliquota Iva agevolata per effetto del disposto di cui all’art. 33, dlgs n. 175 del 2014 rubricato, appunto, allineamento definizione prima casa Iva – Registro.

Secondo i Supremi giudici, la norma ha appunto provveduto all’allineamento della disciplina agevolata sulla prima casa in materia di Iva e quella dell’imposta di registro, con riferimento ad atti negoziali anteriori alla data di entrata in vigore della disposizione anzidetta, avendo la riforma efficacia a decorrere da gennaio 2014.

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