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“L’urgenza è ridurre la tassazione patrimoniale, non fare qualche aggiustamento a quella che c’è”

Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa
Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

Nell’illustrare a idealista/news le misure più utili per l’immobiliare presenti nel decreto crescita (decreto legge n. 34/2019) e spiegando cosa si sarebbe potuto migliorare e cosa si potrebbe ancora fare, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha ricordato che “l’urgenza è ridurre la tassazione patrimoniale e non fare qualche aggiustamento a quella che c’è”.

All’indomani dell’approvazione da parte del Senato del decreto crescita, Confedilizia ha riassunto in una mini-guida le disposizioni riguardanti la casa e il settore immobiliare. idealista/news ha interpellato il presidente Giorgio Spaziani Testa per capire meglio quali sono gli interventi più interessanti, cosa manca e cosa sarebbe auspicabile fare.

Il decreto crescita è legge. Quali sono, a suo avviso, le misure adottate per il settore immobiliare più interessanti e più efficaci?

“L’intervento sulla tassazione dei canoni di locazione non riscossi, sia pure molto limitato, è un segnale importante. E’ un piccolo miglioramento rispetto alla situazione attuale, piccolo perché riguarda solo i nuovi contratti, dal 2020, e perché continua a non esserci nulla per i contratti a uso diverso dall’abitativo.

Di particolare interesse c’è anche il progressivo aumento della deducibilità dell’Imu dalle imposte sui redditi, che riguarda professionisti e imprese, e che noi auspichiamo possa essere presto esteso, sia pure magari in forma limitata, a tutte le categorie di immobili e a tutte le categorie di contribuenti. Quindi, auspichiamo che anche le persone fisiche possano dedursi dal reddito almeno una quota di Imu e Tasi pagate”.

Quali sono invece gli interventi che si sarebbero potuti migliorare?

“Per quanto riguarda l’intervento sulla tassazione dei canoni di locazione non riscossi, si potrebbe prevedere un’estensione a tutto il settore delle locazioni. L’attuale disciplina prevede che si debba attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto e poi farsi rimborsare il passato dallo Stato, diciamo così, attraverso il credito di imposta. L’estensione a tutto il settore delle locazioni e possibilmente anche ai contratti in essere darebbe un segnale più netto.

Sul fronte della deducibilità Imu, si sarebbe potuto – e, se si vorrà, si potrà fare con la legge di Bilancio o altrove – cominciare a inserire il principio anche per gli immobili delle persone fisiche, perché il peso della tassazione patrimoniale è uguale per tutti, quindi anche per chi per esempio dà in locazione un bene, per chi lo ha come casa in più rispetto a quella di abitazione. In ogni caso, gli oneri non dovrebbero essere tassati, le spese imposte dallo Stato non dovrebbero essere tassate.

E poi l’altra grande cosa, secondo noi, sulla quale si poteva fare molto meglio riguarda le locazioni brevi. In questo caso, dal nostro punto di vista, non si sentiva assolutamente il bisogno di un’ennesima regolamentazione che ne segue diverse altre, sia nazionali che regionali. Auspichiamo che il ministro interessato, quello dell’Agricoltura e del Turismo, consulti anche Confedilizia nel predisporre il regolamento attuativo, perché bisogna essere equilibrati nella stesura del decreto ministeriale attuativo. Non si deve penalizzare, come invece sembra essere un po’ la mentalità prevalente, una forma di locazione che è importante e che non è il diavolo come sembra essere considerata.

Venerdì scorso eravamo con la nostra associazione per l’assemblea a Venezia, dove il tema è molto sentito. Ma intanto non tutta Italia è Venezia o Firenze – che sono le zone dove c’è più sensibilità alla questione –, quindi le regole bisognerebbe farle pensando a tutta Italia, poi comunque anche a Venezia o Firenze la situazione non è così grave come viene descritta. Se c’è un’offerta di accoglienza, di ospitalità in più, è un fatto positivo. Poi, se si creano alcuni problemi, si possono risolvere anche attraverso gli incentivi e non con le punizioni. Per esempio, se si vuole che ci sia maggiore locazione lunga, basta incentivare la locazione lunga. I proprietari seguono subito gli incentivi. Basta azzerare Imu e Tasi per chi affitta 3+2 o 4+4 e i proprietari smetteranno di fare locazione breve – perché costa loro anche in termini di gestione, oltreché di tasse – e si butteranno sulla locazione lunga. Ci vuole un po’ un cambio di mentalità”.

C’è qualcosa che manca?

“Più in generale, si può dire che ci sono altre misure abbastanza limitate. Non si è colta questa occasione. Speriamo la si colga nella legge di Bilancio per fare invece qualcosa di forte sull’immobiliare. Noi saremo in audizione mercoledì (oggi, ndr) per parlare della proposta della Lega di unificare Imu e Tasi e anche lì diremo che il problema non è lo sdoppiamento dell’imposizione patrimoniale, ma è il livello dell’imposizione patrimoniale. L’urgenza è ridurre la tassazione patrimoniale e non fare qualche aggiustamento a quella che c’è”.