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Acquisto casa da società, è possibile usufruire di ecobonus e bonus ristrutturazioni?

Le Entrate hanno fatto chiarezza sull'utilizzo delle detrazioni
L'Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza sull'utilizzo delle detrazioni / Gtres
Autore: Redazione

Con la risposta n. 313 l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza in merito all’acquisto della casa da una società e alla possibilità, per l’acquirente, di usufruire di ecobonus e bonus ristrutturazioni. Vediamo quanto sottolineato.

Nel dettaglio, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati interventi di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. Come chiarito con diversi documenti di prassi, tra cui la circolare n. 7/E del 2018, sono ammessi a fruire della detrazione in esame tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato.

L’Agenzia delle Entrate ha quindi specificato che la società venditrice dell’immobile che ha eseguito i lavori di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni del complesso immobiliare se è una Sgr costituita sotto forma di S.p.A., essendo soggetta all’imposta sul reddito delle società e non all’imposta sul reddito delle persone fisiche, non rientra tra i soggetti ammessi a fruire della detrazione di cui all’art. 16-bis del TUIR.

Di conseguenza, laddove gli interventi effettuati siano riconducibili nell’ambito applicativo della previsione recata dall’articolo 16-bis del TUIR, il contribuente istante non potrà beneficiare della detrazione prevista dalla medesima disposizione in quanto il diritto alla detrazione non spetta alla società cedente che, quindi, non può trasferirlo all’istante.

Per quanto riguarda, invece, le detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, introdotte dall’art. 1, commi da 344 a 349, della legge n. 296 del 2006 e attualmente disciplinate dall’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013, si rammenta che le stesse spettano anche ai soggetti titolari di reddito d’impresa che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su parti di essi o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali.

Anche per tali agevolazioni è previsto che, in assenza di diversa indicazione nell’atto di trasferimento dell’immobile oggetto di riqualificazione energetica, le quote residue di detrazione competono all’acquirente.

Con specifico riferimento ai titolari di reddito d’impresa, le risoluzioni n. 303/E del 2008 e n. 340/E del 2008 hanno chiarito, tuttavia, che le detrazioni per interventi di riqualificazione energetica competono con esclusivo riferimento ai fabbricati strumentali utilizzati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale e non anche ai beni merce (beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa).

Ciò, in quanto la normativa fiscale in materia di riqualificazione energetica è finalizzata a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso l’attribuzione di un beneficio che un’interpretazione sistematica consente di riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio come nel caso di specie.