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Revisione catastale immobile: possibile, ma rispettando determinate regole

Cosa ha detto la Cassazione con la sentenza n. 22671/2019
Cosa ha affermato la Cassazione con la sentenza n. 22671/2019 / Gtres
Autore: Redazione

Con la sentenza n. 22671/2019, la Cassazione è intervenuta ancora una volta sul tema della revisione castale di un immobile. Vediamo quanto evidenziato.

La sentenza n. 22671/2019 della Cassazione ha stabilito che per il Comune è possibile effettuare una revisione catastale di un immobile per ragioni perequative, ma deve spiegare al contribuente perché il valore dell’immobile è aumentato, come è stato ricalcolato e perché dovrà versare tasse più elevate.

Nello specifico, la Cassazione ha chiarito quale deve essere il contenuto motivazionale minimo necessario dell’atto di accertamento per rendere adeguata a parametri di tutela del contribuente e di trasparenza amministrativa la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali ed anomale.

Revisione classamento catastale

Bisogna ricordare che in base al comma 335 della legge 311/2004, il Comune può chiedere all’Agenzia delle Entrate la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata, qualora risulti un notevole scostamento tra valore medio di mercato e valore medio catastale.

Il presupposto per la revisione, secondo quanto evidenziato dai giudici, è che lo scostamento tra i due valori medi sia notevole, cioè almeno il 35%, salve diverse disposizioni comunali. La rendita catastale di ciascuna unità immobiliare compresa nella microzona anomala potrà essere aumentata in misura percentualmente corrispondente a quella necessaria e sufficiente per rendere il rapporto tra il valore medio di mercato e il valore medio catastale delle unità immobiliari della microzona non superiore per più del 35% rispetto all’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali.

Accertati i presupposti per la revisione, il Comune deve dedurre e provare i parametri, i fattori determinativi e i criteri per l’applicazione della riclassificazione alla singola unità immobiliare. In pratica, il Comune deve dimostrare di aver perseguito “finalità meramente perequative e di riallineamento”. E’ inoltre necessario illustrare le operazioni compiute e i dati utilizzati per consentire al contribuente il controllo e la difesa da eventuali errori.