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Bonus facciate 2020 a rischio per il coronavirus?

L'allarme Anammi sul bobus facciate
L'allarme dell'Anammi sul bobus facciate / Gtres
Autore: Redazione

Bonus facciate a rischio causa coronavirus? A lanciare l’allarme è l’Anammi, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili. Vediamo perché.

Secondo l’Anammi, lo stop alle assemblee condominiali potrebbero rallentare l’iter per il bonus facciate.

Come evidenziato da Casa e clima, Giuseppe Bica, presidente dell’Anammi, ha affermato: “Lo stop è sacrosanto e lo abbiamo ribadito ai nostri associati, tuttavia il rallentamento dell’intero iter procedurale mette in forse i tempi delle ristrutturazioni e rischia di far saltare l’intera operazione”.

Bisogna ricordare che il bonus facciate si applica solo alle spese effettuate nell’anno 2020 e quanto sta accadendo in seguito all’emergenza Coronavirus scoppiata nel nostro Paese potrebbe mettere a rischio la possibilità di usufruire di questa detrazione. Per poter sfruttare l’agevolazione, infatti, è necessario seguire un determinato iter, che deve essere avviato dall’assemblea condominiale e il blocco delle stesse assemblee rischia di tramutarsi in un blocco dei lavori di rifacimento. La richiesta avanzata al governo e all’amministrazione fiscale è dunque quella di concedere una proroga sul termine dei pagamenti.

Bica ha sottolineato: “I condòmini ci avevano manifestato in queste settimane un grande interesse per questa detrazione. In media, un immobile nelle grandi città ha almeno 50 anni di età e non sempre è costruito con materiali di qualità. Il nostro patrimonio edilizio, ormai piuttosto invecchiato, ha dunque bisogno di queste iniziative”. Aggiungendo che “rallentare gli adempimenti significa bloccare una macchina che era già partita e che stava portando vantaggi ai condòmini, di solito molto restii a spendere sulle ristrutturazioni condominiali, e all’edilizia, che dopo anni di crisi, si stava risollevando”.

Il presidente dell’Anammi ha evidenziato: “Per avviare l’iter occorre la delibera dell’assemblea condominiale con il voto della maggioranza degli intervenuti all’assemblea e la metà del valore dell’edificio, ovvero 500 millesimi. Non sappiamo quanto durerà l’emergenza sanitaria e il timore che tutto questo si tramuti in un progressivo blocco dei lavori di rifacimento, con il relativo danno economico per il parco immobiliare, i condòmini e le ditte coinvolte, è molto forte”.

Bica ha quindi concluso: “Ci serve più tempo per la procedura, al Governo e all’amministrazione fiscale chiediamo dunque una proroga sul termine dei pagamenti, in modo da permettere ai condòmini di usufruire di questa agevolazione. Sul tema, siamo disponibili a collaborare, individuando soluzioni idonee, di concerto con le istituzioni”.