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Imu 2020 casa coniugale assegnata al coniuge, i chiarimenti del Mef

Cosa dice la circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze

I chiarimenti sull'applicazione dell'Imu
Chiarimenti sull'applicazione dell'Imu / Gtres
Autore: Redazione

Con la circolare del 18 marzo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha fatto chiarezza anche in merito all'applicazione dell'Imu 2020 per quanto riguarda la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione in assenza di figli.

Con la sua circolare il Mef ha innanzitutto premesso che "in caso di separazione senza figli o con figli maggiorenni e autosufficienti la giurisprudenza ritiene che la casa coniugale non può essere assegnata ad uno dei due coniugi a titolo di contributo al mantenimento, in sostituzione dell'assegno di mantenimento, non avendo l'assegnazione una funzione assistenziale (Corte di Cassazione 22 marzo 2007 n. 6979). Ed invero, la differente formulazione della norma introdotta dal comma 741, lett. c), n. 4, che fa riferimento alla casa familiare e al genitore, e non più alla casa coniugale e al coniuge, è volta soltanto a chiarire che nell'ambito dell'assimilazione all'abitazione principale sono ricomprese anche le ipotesi di provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare in assenza di un precedente rapporto coniugale. Nulla quindi è mutato rispetto alla precedente disciplina". 

Secondo quanto spiegato, dunque, "continua a permanere l'esclusione dall'Imu della casa familiare assegnata con provvedimento del giudice già assimilata all'abitazione principale nella previgente disciplina".

Il Mef ha poi aggiunto: "In ogni caso, ai fini dell'applicazione dell'assimilazione in argomento, occorre evidenziare che l'individuazione della 'casa familiare' viene effettuata dal giudice con proprio provvedimento che non può essere suscettibile di valutazione da parte del comune in un proprio provvedimento. Si prescinde quindi dalla proprietà in capo ai genitori o ad altri soggetti (ad esempio i nonni) e i requisiti della residenza e della dimora dell'assegnatario non sono rilevanti ai fini dell'assimilazione".