Tapparella rotta: chi paga se la casa è in affitto?

Il Codice Civile è chiaro nello stabilire chi, tra proprietario e inquilino, debba pagare per la rottura di una tapparella.
finestre condominiali con tapparelle
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La ripartizione delle spese tra proprietario e affittuario è una delle questioni più dibattute e complesse. Capire chi paga per una tapparella rotta in una casa in affitto rientra tra queste casistiche. Pur esistendo, infatti, normative e leggi che regolano la questione, ci sono situazioni che portano a una certa tensione, proprio per le mille sfumature che possono delinearsi. Proveremo a tracciare delle linee guida utili che facciano chiarezza sull’argomento, individuando quali possano essere i punti oscuri o di frizione e quali siano le soluzioni a questi.

Tapparelle: è manutenzione ordinaria o straordinaria?

Qualunque sia il modello di contratto di locazione scelto dalle due parti, il primo elemento utile all'approfondimento è stabilire se, in una casa locata, la sostituzione delle tapparelle debba essere considerata manutenzione ordinaria o straordinaria. Tenendo conto che per manutenzione si intendono le spese che servono a mantenere una casa nello stato in cui si trova, al fine di conservarne efficienza e funzionalità in base all'uso che se ne effettua, la manutenzione ordinaria ha l’obiettivo di conservare il bene, mantenerlo integro e impedirne il deterioramento.

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Quando è manutenzione straordinaria

Le spese di manutenzione straordinaria, invece, sono legate a un fattore diverso: l’imprevedibilità. Riguardano, cioè, tutte le spese connesse a eventi imprevedibili, fortuiti o eccezionali. O meglio, fatta salva la loro prevedibilità, ossia la possibilità che effettivamente possano accadere, non si possono evitare. Queste definizioni possono esserci di grande aiuto nel caso ci dovessimo trovare a sostituire una tapparella rotta in una casa in affitto. 

La domanda da porsi dunque è da cosa dipenda la rottura della tapparella. Se la riparazione di una tapparella è associata al logoramento dall'uso, come può avvenire ad esempio nei casi della sostituzione della cinghia dell’avvolgibile o delle stecche, rientra tra le spese di manutenzione ordinaria ed è perciò a carico dell’inquilino

due tapparelle chiuse
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Quando è manutenzione ordinaria

La sostituzione integrale di una tapparella, poiché vecchia, logora, non funzionante, rientra invece nel caso della manutenzione straordinaria. Ed è perciò a carico del proprietario. In tal senso, il Codice civile è chiaro. Secondo l’articolo 1609 del C.C., all’inquilino spettano le spese di manutenzione ordinaria, che derivino cioè dall’uso normale della tapparella. Di conseguenza, sono di sua pertinenza le riparazioni dipendenti dall’impiego della tapparella.

Sono invece a carico del proprietario le spese derivanti da rotture che richiedono interventi di grande manutenzione, quelle derivanti da caso fortuito o accidentale, indipendentemente dall’intervento dell’inquilino. O che dipendono dalla vecchiaia della tapparella stessa.

A chi tocca pagare le spese per le tapparelle rotte?

La risposta in tal senso è dunque legata al tipo di danno e se sia da considerare nell’ambito di una manutenzione ordinaria o straordinaria. Nel primo caso, che può essere una riparazione dovuta a usura della tapparella poiché l'inquilino la utilizza quotidianamente, o per un danno causato dallo stesso inquilino, le spese di riparazione spettano a lui.

Altro è il caso della sostituzione della tapparella rotta che rientra, invece, negli interventi di grande manutenzione, o per risolvere il danno strutturale dello stesso oggetto. In questo caso, l'onere ricade sul proprietario.  

Se la tapparella è elettrica chi paga per la rottura?

Cosa succede se a rompersi è una tapparella elettrica? Rispetto alla tapparella tradizionale, nella tapparella elettrica c’è un elemento ulteriore da considerare, che è dato dall’automatizzazione del meccanismo di sollevamento della serranda. Un'automatizzazione che è possibile grazie alla presenza di un motorino che fa le veci del lavoro manuale, permettendo il movimento della tapparella semplicemente premendo un pulsante. Con più velocità e minor fatica da parte dell’utente. 

È il proprietario di casa che in genere decide per l’automatizzazione della tapparella, con una scelta per così dire straordinaria, prendendosi carico delle spese di sostituzione. Ebbene, seguendo il filo tracciato fino a qui, con la bussola rappresentata dalla giurisprudenza in materia, gli impianti interni alla struttura dell’immobile, e tra questi il motorino della tapparella, non sono considerati riparazioni di piccola manutenzione. Dunque, nel caso in cui il motorino elettrico si rovinasse dopo pochi mesi di uso a causa di una problematica tecnica, le spese sono a carico del proprietario. Così come se il motore della tapparella elettrica si dovesse rompere a causa della scarsa qualità del componente. In questo caso il proprietario deve coprire i costi di riparazione o sostituzione. 

Esiste però un caso in cui le spese finiscano sulle spalle dell’inquilino: quando si dimostra che il guasto è frutto di un utilizzo improprio della tapparella. Ad esempio se uno dei figli dell’inquilino, giocando con il pulsante e facendo alzare e abbassare la tapparella, rompesse la tapparella elettrica provocando un corto circuito nel motore e un blocco della serranda. 

Nel caso la tapparella elettrica faccia parte di un condominio, l’obbligo alla riparazione può essere ripartito fra i condomini in base a quanto stabilito dal regolamento condominiale.

due tapparelle chiuse su un muro di mattoni
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Che fare se il proprietario non adempie agli obblighi

Sia locatore che conduttore hanno obblighi e responsabilità, ma può succedere che per una serie di motivi il proprietario di casa si rifiuti di pagare - o lo faccia in ritardo - le spese di manutenzione straordinaria. Che, ricordiamo, sono quelle che la legge gli attribuisce. 

Se la tapparella è inclusa nel contratto di affitto, il proprietario è obbligato a ripararla o sostituirla quando è danneggiata. Dovessero esserci ritardi, che in qualche modo cagionino un malessere all'affittuario, l’inquilino può (ma non deve) pagare il costo della riparazione. A quel punto, l'affittuario può farsi rimborsare successivamente. In nessun caso, però, egli dovrà sottrarre la cifra investita dal canone previsto per la locazione, che dovrà essere pagato sempre per intero. A questo punto, qualora il proprietario non rispettasse gli obblighi previsti dal contratto e dalla legge locale, l'inquilino può rivolgersi a un giudice.

Chi sostituisce la tapparella?  

La figura professionale addetta alla sostituzione della tapparella è il tapparellista. Questo tipo di professionista è in grado di intervenire su blocchi, malfunzionamenti e sostituzioni della tapparella. Le ditte specializzate in avvolgibili, infatti, hanno competenze specifiche sulle tapparelle e possono:

  • Sostituire le corde delle tapparelle
  • Cambiare i tiranti dell'avvolgirullo
  • Sostituire il rullo avvolgitapparella
  • Sostituire calotte, pulegge e guide
  • Riparare e sostituire motori di tapparelle elettriche.

Oltre al tapparellista, è anche possibile rivolgersi a un fabbro o comunque un professionista del settore che potrà sostituire la tapparella seguendo il lavoro a 360 gradi.

Quanto costa riparare una tapparella rotta?

Naturalmente non si può fare una stima precisa del preventivo di riparazione di una tapparella, senza verificare l’entità del danno. In via generale, per un intervento di riparazione di una corda o lo sbloccaggio della tapparella, si può pagare tra i 100,00 € e i 300,00 €. Si tratta di cifre che comprendono anche il lavoro di manodopera del tecnico, le ore di lavoro e il costo dei materiali impiegati.

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