Se si vede del fumo uscire dal tubo di scarico della caldaia a condensazione la prima reazione potrebbe essere quella di preoccupazione. Le stesse imprese installatrici ricevono chiamate di clienti che lamentano problemi di questo tipo, talvolta sollecitati dai vicini se si abita in condominio.
In realtà, il fenomeno potrebbe essere del tutto naturale in quanto le nuove caldaie a condensazione, a differenza di quelle tradizionali, emettono dei fumi di scarico già a basse temperature, ovvero tra i 45 e i 60 °C. Ciò non avviene con le vecchie caldaie che si riscaldano a temperature ben più elevate. Ecco, quindi, quando preoccuparsi se esce del fumo dalla caldaia.
Perché esce fumo dalla caldaia?
Quello che esce dalla caldaia non sempre è fumo, ma potrebbe trattarsi più correttamente di vapore acqueo, ovvero di condensa innocua. Si tratta di un fenomeno normale, soprattutto se si verifica in inverno e con una caldaia a condensazione i cui fumi non sono tossici in quanto derivano dal contatto della condensa con l’aria.
Un impianto installato correttamente consente di gestire adeguatamente la combustione della caldaia e il vapore acqueo acido che ne deriva. Inoltre, i modelli più recenti di caldaie a condensazione sono molto più efficienti.
Si potrebbe obiettare e chiedersi perché esce del fumo da una caldaia a condensazione, mentre la stessa cosa non avviene con un vecchio modello. Con gli impianti tradizionali, non più installabili da una decina di anni per questioni di efficienza energetica, il fenomeno non accade in quanto i fumi di scarico hanno una temperatura molto più alta, di oltre 120° C.
Inoltre, all’interno del fumo è presente dell’umidità in elevate percentuali. La differente modalità di funzionamento delle caldaie fa in modo che non fuoriescano nuvole di vapore acqueo.
Che fumi escono dalla caldaia?
Se è normale che esca del fumo bianco dalla caldaia, qualche preoccupazione in più la provoca la fuoriuscita di fumo nero che può indicare una combustione incompleta e, pertanto, il sopravvenire di problemi di rendimento dell’impianto. In casi come questo, il fumo che assume una colorazione giallastra, scura o tendente al blu, indica una combustione incompleta oppure dei problemi al bruciatore.
È quindi probabile che la caldaia stia bruciando il gas in maniera inefficiente provocando un aumento sia delle emissioni che dei consumi. Anche i forti odori connessi al fumo devono far scattare un campanello d’allarme in quanto è probabile che si stia verificando il tiraggio dei fumi o l’intasamento del condotto.
In tutti questi casi, è necessario contattare un tecnico specializzato per effettuare un controllo sul funzionamento della caldaia a condensazione. Si può dire che, in caso di dubbi, blocchi della caldaia o fumo di colore diverso, è sempre meglio far intervenire un tecnico per effettuare una verifica.
Scarico della caldaia a parete in condominio: quando disturba il vicino
Le nuove caldaie a condensazione non possono scaricare i fumi dalla stessa canna fumaria usata collettivamente dagli altri condòmini per gli scarichi degli impianti tradizionali. A prevederlo è la normativa UNI 7129:2015 che impone l’adeguamento della canna fumaria collettiva ai requisiti delle caldaie a condensazioni più moderne, efficienti e rispettose dell’ambiente.
Tuttavia, al di fuori dei casi in cui risulta tecnicamente impossibile adeguare la canna fumaria collettiva, non sempre è agevole mettere d’accordo tutti i condòmini a intraprendere lavori di questo tipo.
Situazioni simili, infatti, si sono verificate un po’ ovunque nell’ultimo decennio, tanto è vero che il TAR della Lombardia, con la sentenza numero 1808 del 2017, ha stabilito che sia permesso al singolo condòmino di staccarsi dalla canna collettiva e scaricare i fumi a parete proprio a causa dell'inidoneità della prima.
Quando la caldaia è pericolosa
Il fumo che esce dalla caldaia a condensazione di per sé non è indice di pericolosità e, quasi sempre, nemmeno di malfunzionamento dell’impianto. Segnali di pericolo possono verificarsi, invece, nel caso di fughe di gas o di insufficiente evacuazione dei fumi. Inoltre, è necessario controllare costantemente che:
- la pressione non risulti troppo alta e, comunque, non superiore ai 2,5-3 bar, in quanto la valvola di sicurezza potrebbe subire dei malfunzionamenti con il rischio di esplosioni e/o perdite;
- la fiamma non sia instabile o che possa spegnersi, oppure diventare gialla o arancione indicando una combustione incompleta. In tal caso, si potrebbe formare del gas inodore e fatale, comunemente conosciuto come monossido di carbonio (CO);
- non siano presenti rumori insoliti e ronzii che potrebbero derivare da problemi interni alla caldaia o alla valvola di sicurezza;
- non ci sia una perdita d’acqua, verificabile nei dintorni dell’apparecchio. È un elemento da non sottovalutare perché potrebbe segnalare dei malfunzionamenti alle guarnizioni, ai raccordi o allo scambiatore di calore. L’acqua, inoltre, potrebbe corrodere i circuiti elettrici e causare dei danni alla struttura;
- non si verifichi il tiraggio scarso che causerebbe l'irregolare evacuazione del fumo. L’aspetto più pericoloso sarebbe un rientro del gas di scarico e la sua dispersione nell’ambiente con tutte i pericoli che ne derivano.
Quali sono le cause di un'ostruzione della canna fumaria della caldaia
Come altri impianti di riscaldamento, anche la caldaia ha la canna fumaria. Si tratta di un elemento essenziale per evacuare i gas e i fumi dovuti alla combustione in modo da assicurare la corretta ventilazione dell’ambiente.
In genere, la canna fumaria è formata da un tubo o da una serie di tubi costruiti con materiali che resistono al calore e agli agenti atmosferici. Tra gli errori più comuni che si fanno nell'utilizzo della caldaia rientrano proprio quelli che interessano la canna fumaria, la quale deve essere oggetto di costante manutenzione e pulizia affinché non si verifichi:
- l’accumulo di fuliggine che potrebbe ostacolare od ostruire lo scarico della combustione di legna, pellet o di altri materiali. In questo caso, il fumo tossico della caldaia verrebbe rilasciato all’interno della casa e metterebbe in pericolo le persone presenti per la formazione di monossido di carbonio;
- l'intasamento causato dalla condensa con fuoriuscita di fumo bianco dalla caldaia. La differenza di temperatura tra i fumi caldi e le superfici fredde della canna fumaria favorisce la formazione di umidità che può intasare il condotto.
- l’ingresso di materiali e detriti dall'esterno, come le foglie o i nidi degli uccelli.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account