Un bel prato verde in giardino non ha bisogno solo di acqua e concime. Spesso il vero problema è nascosto sotto, ovvero quando il terreno diventa troppo compatto e si accumula uno strato di erba morta che non lascia respirare le radici. Se dopo una pioggia abbondante o dopo aver innaffiato si notano delle pozzanghere, se si trovano zone gialle o l'erba cresce male, significa che molto probabilmente l'acqua non riesce a defluire bene e quindi bisogna arieggiare il giardino.
Perché arieggiare il prato del giardino: a cosa serve
L'arieggiatura del prato serve a risolvere principalmente due problemi che rovinano lo spazio verde del proprio giardino:
- il terreno che diventa troppo duro quindi compatto;
- lo strato di erba morta che si accumula sopra.
Con il passare dei mesi infatti, foglie secche, resti di erba tagliata e altri residui organici si accumulano naturalmente sul terreno formando uno strato chiamato feltro. Questo strato blocca il passaggio dell'aria, dell'acqua e del nutrimento verso le radici, con il risultato che il prato inizia a soffocare piano piano. Il rischio è che si ammali più facilmente per via di patogeni e muschio (che prosperano in condizioni di umidità e compattezza) e crescano le erbacce da eliminare. Al tempo stesso, il terreno può diventare troppo compatto per diversi motivi:
- in caso di pioggia abbondante;
- dopo una nevicata;
- se si cammina troppo spesso sul prato;
- se non si cura il prato abbastanza.
In che periodo si arieggia il giardino
I momenti migliori da conoscere per sapere quando arieggiare sono due: inizio primavera e inizio autunno, di solito marzo e settembre. Il motivo di questa scelta è semplice ma importante: dopo l'arieggiatura il prato ha bisogno di condizioni buone per riprendersi velocemente. Servono temperature non troppo fredde e non troppo calde, con la giusta umidità, così l'erba si riprende in fretta dall'intervento.
Arieggiare in primavera prepara il prato per la stagione in cui cresce di più, mentre l'intervento in autunno lo rinforza prima dell'inverno. Si consiglia di eseguire la tecnica almeno due volte all'anno, anche se i prati molto usati o con terreni molto argillosi potrebbero aver bisogno di più interventi.
Come arieggiare il prato del giardino passo passo
Prima di iniziare qualsiasi operazione di arieggiatura bisogna far attenzione che il terreno sia perfettamente asciutto: questo perché se si prova a farlo dopo la pioggia o quando la terra è bagnata, si ottiene l'effetto contrario ovvero si compatta ancora di più il terreno invece di alleggerirlo. Meglio aspettare qualche giorno di bel tempo piuttosto che rischiare di rovinare il prato.
A questo punto, bisogna tagliare l'erba del giardino molto bassa (circa 3 centimetri): in questo modo si vede meglio il terreno e si lavora più facilmente. Poi, dotarsi degli attrezzi per arieggiare il prato:
- per giardini piccoli bastano attrezzi a mano come i forconi o gli arieggiatori manuali, che fanno un buon lavoro anche se servono tempo e fatica;
- per giardini medi si possono usare gli arieggiatori elettrici;
- per prati grandi esistono modelli a benzina o che si attaccano al trattorino tosaerba.
La tecnica giusta per arieggiare il prato del giardino prevede sempre due passaggi incrociati, uno perpendicolare all'altro: passare due volte incrociando permette infatti di togliere tutto il feltro in modo uniforme, arrivando anche nelle zone che con un solo passaggio resterebbero scoperte. Durante il lavoro, l'attrezzo usato tirerà fuori una grande quantità di erba morta e residui.
Arieggiare il prato con la carotatrice
Nel caso in cui si abbia a che fare con terreni molto grandi e troppo compatti può servire un attrezzo professionale chiamato carotatrice, che fa dei buchi più profondi estraendo dei cilindri di terra. I buchi che restano vanno poi riempiti con terriccio leggero e nutriente per aiutare le radici a crescere e far scorrere ancora meglio l'acqua.
Si tratta comunque di un intervento speciale si fa ogni 2-3 anni e solo nei casi più difficili.
Bisogna prima arieggiare o scarificare il prato?
C'è un ordine preciso da seguire nella cura del proprio prato: prima si arieggia e poi si scarifica. Questo ordine ha un motivo ben preciso:
- l'arieggiatura prepara il terreno rendendolo più morbido e permeabile, così è pronto per il lavoro successivo;
- la scarificazione invece è un'operazione più forte che gratta la superficie del terreno togliendo feltro, muschio e radici morte. Se si scarifica quando il terreno è ancora troppo duro, l'operazione può essere controproducente e il prato andrà a soffrire di più.
Tra l'altro, mentre la scarificazione non andrebbe fatta prima di qualche anno dalla semina del prato, l'arieggiatura si può fare fin dai primi anni perché considerata una normale manutenzione del giardino e non un intervento straordinario.
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