Sapere come gestire bene le cataste di legna permette di risparmiare: una legna ben stagionata brucia più a lungo, rende di più e sporca meno la canna fumaria, con meno interventi di manutenzione. Capire come conservare la legna nel modo corretto è fondamentale anche per avere un fuoco che scalda davvero, produce poca fuliggine e non riempie la casa di fumo.
Come conservare la legna all'esterno o in giardino
Per conservare correttamente la legna da ardere è preferibile scegliere uno stoccaggio all’aperto, in un luogo soleggiato e ben ventilato, anziché garage, cantine o scantinati troppo umidi e poco aerati. La soluzione migliore per conservare la legna è una zona esterna:
- esposta a sud o sud-ovest, dove il sole aiuta l’essiccazione;
- riparata dalla pioggia diretta laterale ma ariosa;
- possibilmente leggermente rialzata rispetto al terreno circostante.
È importante non appoggiare la catasta direttamente al muro: lascia almeno 10 cm di distanza per favorire il passaggio d’aria intorno al legname, evitando ristagni di umidità sulle facciate e il rischio di muffe sia sulla legna che sulla parete.
Si può tenere la legna in cantina o in garage?
Per una conservazione prolungata della legna per alimentare i caminetti in casa la risposta è tendenzialmente no, perché in questi ambienti:
- manca spesso una ventilazione sufficiente;
- l’umidità resta intrappolata e favorisce muffe e marciumi;
- possono proliferare insetti e acari del legno.
È accettabile conservare piccole quantità di legna già secca, pronte all’uso, in un locale chiuso asciutto e ben ventilato, o in casa vicino al camino solo per pochi giorni di consumo. Se decidi di tenere qualche ceppo in cantina o in garage, assicurati che sia legno ben stagionato, senza segni di muffa, e usa portalegna rialzati da terra.
Come coprire e proteggere la legna dalle intemperie
La copertura giusta fa la differenza tra legno che asciuga correttamente e legno che ammuffisce o rimane sempre umido. Per proteggere i ceppi ed evitare problemi come la legna da ardere sotto la pioggia, ecco le soluzioni migliori:
- una legnaia aperta e ben ventilata, anche di tipo piramidale per piccole quantità di legname;
- una catasta coperta da un telo traspirante fissato solo nella parte superiore;
- una tettoia o uno spiovente del tetto, sotto i quali la legna resta asciutta ma arieggiata.
Qualunque sia la struttura scelta, il telo o il tetto devono sporgere di qualche centimetro sulla parte superiore della catasta per proteggere dalla pioggia e favorire l’essiccazione laterale.
Il metodo svedese per accatastare la legna
Questo metodo nasce nei Paesi nordici, dove conservare il legno in modo efficiente è fondamentale. Si tratta di una tecnica semplice ma ingegnosa, che prevede di disporre i ceppi in forma circolare, creando una catasta stabile e ben arieggiata.
I pezzi più lunghi vengono sistemati all’esterno, leggermente inclinati verso l’interno, mentre al centro trovano posto quelli più corti. In questo modo la legna asciuga meglio e si mantiene più a lungo. I principali vantaggi di questo metodo sono:
- migliore circolazione dell’aria, che accelera l’asciugatura;
- maggiore stabilità, grazie alla struttura autoportante;
- minor ingombro, ideale anche per spazi ridotti;
- buona protezione dalla pioggia, se la parte superiore viene coperta correttamente.
Quanto tempo ci vuole per essiccare la legna da ardere
Anche se conservata correttamente, la legna da ardere ha bisogno di mesi per asciugare:
- legni teneri (abete, pino, pioppo): 6–12 mesi;
- legni duri (faggio, quercia, carpine): 12–24 mesi.
In linea di massima si consiglia un minimo di 250 giorni di stagionatura; per alcune essenze pesanti si può arrivare a due anni. È importante non conservare la legna per periodi troppo lunghi: dopo 5 anni o più aumenta il rischio che si indebolisca o venga attaccata da vermi del legno, perdendo potere calorifico e compattezza.
Come proteggere la legna da insetti e tarli
Per ridurre il rischio di insetti, vermi e tarli nella legna da ardere è utile:
- favorire sempre la ventilazione e il sole, che rendono il legno meno ospitale;
- non accumulare per anni la stessa legna, ma consumare per prima quella più vecchia;
- separare e, se necessario, eliminare i pezzi chiaramente infestati;
- valutare l’acquisto di legna essiccata in forno, senza acaro del tarlo, se devi stoccarla in locali chiusi.
Per conservare la legna vicino alla casa senza portare insetti all’interno, crea una “zona cuscinetto”: la grande catasta resta più lontana, mentre vicino a porta o camino tieni solo piccole quantità, da ruotare spesso e controllare con attenzione.
Quanta legna conservare per l’inverno?
La quantità di legna da conservare dipende da molti fattori (isolamento della casa, clima, uso del camino o della stufa). Indicativamente:
- abitazione piccola con uso saltuario del camino: circa 2–3 m³ all’anno;
- casa di medie dimensioni con uso regolare: circa 3–6 m³ all’anno;
- consumi più elevati o case poco isolate: anche oltre 6 m³.
Per organizzare bene le scorte è utile segnare l’anno di taglio e accatastamento, così da bruciare prima la legna più stagionata e mantenere sempre un ciclo di essiccazione ottimale.
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