Il desiderio di ritagliarsi un angolo di privacy all’aperto è comprensibile, soprattutto quando si vive in condominio; tuttavia, quando il terrazzo è condiviso, ogni intervento deve fare i conti con regole precise. La legge italiana disciplina infatti in modo chiaro l’uso delle parti comuni, stabilendo cosa è consentito e cosa no, ed è proprio partendo da queste norme che si può capire come dividere un terrazzo in comune, trovando idee e soluzioni pratiche, legali e rispettose della convivenza.
La divisione degli spazi comuni secondo la legge
Prima di correre ad acquistare elementi divisori per separare il terrazzo, è fondamentale capire cosa dice la legge per quanto riguarda la gestione degli spazi comuni. Il riferimento principale da tenere in considerazione è il Codice Civile e in particolare l’articolo 1117 che individua infatti proprio le parti comuni dell’edificio, includendo anche terrazzi e lastrici solari quando destinati all’uso collettivo.
Il cuore della questione è tuttavia l’articolo 1102 che disciplina l’uso della cosa comune; nello specifico, stabilisce che ciascun condomino può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso. In altre parole, il terrazzo comune può essere utilizzato anche in modo più intenso da un singolo, ma senza escludere o limitare i diritti degli altri.
Attenzione, però, deve essere posta all’articolo 1120, che regola le innovazioni: qualsiasi intervento che modifichi in modo stabile la struttura o la funzione del terrazzo richiede una delibera assembleare con le maggioranze previste. È il caso, ad esempio, di divisori fissi ancorati al pavimento o alle murature.
Un ulteriore riferimento spesso citato nei contenziosi è anche il Decreto Legislativo 28/2010, che ha introdotto la mediazione civile obbligatoria per le controversie condominiali. Questo significa che, in caso di conflitto sulla divisione del terrazzo, prima di andare in tribunale è necessario tentare una mediazione.
In sintesi, la legge consente soluzioni leggere, reversibili e non esclusive: questo vuol dire che tutto ciò che crea una separazione definitiva o impedisce l’uso agli altri condomini rischia di essere illegittimo.
Idee e soluzioni per dividere un terrazzo in comune
Prima di entrare nel dettaglio delle singole soluzioni, è bene chiarire un principio generale: dividere non significa appropriarsi. L’obiettivo, infatti, è migliorare l’uso dello spazio senza trasformarlo in una proprietà privata. Per questo motivo le soluzioni più efficaci per separare un terrazzo in comune sono quelle temporanee, removibili e visivamente leggere, capaci di garantire privacy senza però andare a creare barriere rigide.
Posizionare dei semplici divisori
I divisori sono, senza alcun dubbio, la prima soluzione che viene considerata quando si vuole separare uno spazio comune; a loro vantaggio ci sono diversi aspetti come la praticità, il fatto di essere economici e, soprattutto, non permanenti. L’effettiva forza di questa scelta sta proprio nella sua reversibilità, visto che dei divisori semplici possono essere spostati o rimossi senza interventi invasivi.
Non è un caso che sul mercato esistano moltissimi modelli pensati appositamente per terrazzi e balconi condominiali. Prima di sceglierli, però, è importante verificare che non superino altezze e ingombri tali da ostacolare il passaggio o la vista degli altri condomini. Tra i materiali più utilizzati per i divisori si trovano:
- legno: apprezzato per l’estetica e la naturalezza, è consentito se utilizzato in pannelli autoportanti e non ancorati in modo permanente;
- vetro satinato o plexiglass: garantisce privacy senza chiudere visivamente lo spazio, ma va scelto con attenzione per motivi di sicurezza;
- metallo leggero: spesso utilizzato per strutture mobili o grigliati, purché non alteri il decoro dell’edificio;
- pannelli frangivista in materiali compositi: pratici e reversibili, sono tra le soluzioni più tollerate nei condomini.
Questi divisori possono essere autoportanti, fissati a vasi o basi pesanti, evitando così ancoraggi al suolo; si tratta di una soluzione che rispetta pienamente l’articolo 1102 del Codice Civile perché non altera la destinazione del terrazzo e non ne limita l’uso agli altri.
Prima di installare qualsiasi divisorio è comunque sempre bene confrontarsi con l’amministratore o con l’assemblea: in questo modo si evitano incomprensioni e contestazioni future.
Usare le piante come divisori
Le piante sono una delle soluzioni più eleganti e meglio tollerate nei contesti condominiali; infatti, non creano barriere rigide, migliorano l’estetica dello spazio e contribuiscono al benessere ambientale.
Le fioriere con piante alte, ad esempio, permettono di creare una separazione visiva efficace senza trasformare il terrazzo in un labirinto di pannelli: bambù, siepi di lauro, photinia o piante sempreverdi da esterno sono tra le più utilizzate. Dal punto di vista legale, le piante come divisori per il terrazzo non pongono particolari problemi, a patto che:
- non occupino in modo eccessivo lo spazio comune;
- non ostacolino il passaggio o l’accesso;
- non causino danni alla pavimentazione o infiltrazioni.
Questa soluzione ha inoltre il vantaggio di essere facilmente modificabile nel tempo e di adattarsi alle stagioni, rendendo il terrazzo più vivibile senza violare alcuna norma. È però bene ricordare un particolare importante: il verde introdotto deve essere curato e sottoposto a manutenzione attenta. Secondo le norme del Codice Civile in materia di uso delle parti comuni, una o più piante secche possono infatti deturpare lo spazio comune e far incorrere in sanzioni.
Il giardino verticale sul terrazzo
Negli ultimi anni si sta facendo strada una soluzione più scenografica: il giardino verticale sul terrazzo: si tratta di strutture leggere, spesso modulari, che ospitano piante su pannelli autoportanti. L’effetto finale è quello di una parete verde, capace di garantire privacy e valore estetico.
Dal punto di vista giuridico, si tratta di un’opzione ammessa, sempre che non sia fissata in modo permanente e se non altera la struttura del terrazzo: anche in questo caso, la reversibilità è fondamentale. I sistemi migliori sono dunque quelli ancorati a basi mobili o a strutture indipendenti.
Un altro aspetto da valutare è però il peso: carichi eccessivi possono infatti creare problemi statici, soprattutto su terrazzi condominiali. Per questo è sempre consigliabile scegliere soluzioni certificate e leggere.
Il giardino verticale su balcone o terrazzo rappresenta una via di mezzo tra design e funzionalità: se progettato correttamente, consente di dividere lo spazio in modo raffinato, rispettando i limiti imposti dalla legge e migliorando la qualità dell’ambiente comune.
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