Dalla normativa europea ai casi più diffusi: quali specie non si possono coltivare e perché rappresentano un rischio.
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piante vietate in italia
AppaloosaDeutsch, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Alcune piante, se coltivate, possono essere particolarmente rischiose per la salute delle persone e dannose per l’equilibrio dell’ecosistema. Una parte importante dei divieti, infatti, colpisce le cosiddette specie esotiche invasive, piante all’apparenza “innocue” che però possono causare molti problemi. Ma quali sono le piante vietate in Italia? Ecco cosa c’è da sapere. 

Quali piante sono vietate in Italia?

A livello numerico e pratico, sono proprio le specie esotiche invasive a rappresentare oggi il problema più diffuso e regolamentato. Con il termine “esotiche invasive” si indicano specie originarie di altre aree del mondo, introdotte dall’uomo intenzionalmente (per uso ornamentale, zootecnico, agricolo) o accidentalmente. Una volta arrivate in un nuovo ambiente, queste piante possono trovare condizioni ideali, riprodursi in modo incontrollato e soppiantare le specie autoctone, alterando profondamente gli equilibri degli ecosistemi locali.

A livello europeo, la cornice normativa è data dal Regolamento (UE) n. 1143/2014, che obbliga tutti gli Stati membri a prevenire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. 

In Italia il regolamento europeo è stato recepito con il Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 230. Questo decreto stabilisce una serie di divieti molto chiari: per le specie inserite negli elenchi di riferimento è proibito introdurle, detenerle, coltivarle, riprodurle, trasportarle, venderle o cederle anche gratuitamente. Va inoltre considerato che le Regioni possono emanare elenchi aggiuntivi e misure più restrittive rispetto al quadro nazionale, in base alle specie problematiche presenti sul proprio territorio. 

Forbicina frondosa

La cosiddetta forbicina frondosa, caratterizzata da fusti sottili e numerose ramificazioni, è una delle piante problematiche da coltivare proprio perché capace di colonizzare rapidamente prati, incolti e bordi stradali. 

Dal punto di vista ecologico, la forbicina frondosa è problematica perché si insedia facilmente in molti habitat e ruba spazio e risorse a molte specie erbacee spontanee. Un ulteriore elemento critico è la sua grande adattabilità: tollera bene periodi di siccità, suoli poveri e sbalzi di temperatura. 

Panace di Mantegazza

Il Panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum), conosciuto anche come “panace gigante”, è una delle piante invasive più pericolose d’Europa, sia per l’ambiente sia per la salute umana. Anche se appartiene alla famiglia delle Apiaceae (la stessa di prezzemolo e sedano), si distingue per le dimensioni imponenti: può superare i 3-4 metri di altezza, con foglie enormi e ombrelle floreali bianche.

Questa specie è originaria del Caucaso e fu introdotta in Europa come pianta ornamentale per giardini e parchi, proprio per il suo aspetto spettacolare. Inoltre, è da segnalare l’estrema pericolosità per la salute. Il succo della pianta contiene sostanze che, a contatto con la pelle e in presenza di luce solare, provocano gravi dermatiti da fototossicità. 

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Stefan.lefnaer, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Pueraria

La Pueraria è una leguminosa rampicante originaria dell’Asia orientale, introdotta in molti Paesi per l’uso foraggero, il consolidamento dei terreni e come pianta ornamentale. A prima vista può sembrare una liana decorativa, con grandi foglie trilobate e fiori violacei, ma è in realtà una delle piante invasive più aggressive a livello mondiale.

Questa specie cresce con una velocità impressionante, arrivando a diversi metri all’anno. I suoi tralci avvolgono alberi, arbusti, recinzioni, linee elettriche e qualsiasi struttura incontrino. Dal punto di vista ecologico, la Pueraria altera profondamente gli ecosistemi: riduce la biodiversità vegetale, modifica i cicli dei nutrienti e aumenta il rischio di incendi.

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Qon Kua, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Topinambur

Il Topinambur è una pianta originaria del Nord America, nota per i suoi tuberi commestibili dal sapore dolce, simile alla patata. In Italia è coltivato sia come ortaggio sia come pianta ornamentale, grazie ai fiori gialli simili a piccoli girasoli. Il problema nasce dalla sua straordinaria capacità di propagarsi tramite i tuberi

Anche piccoli pezzi lasciati nel terreno, dopo una raccolta o uno sfalcio, possono rigenerare nuove piante. In questo modo il Topinambur tende a formare macchie dense lungo argini, incolti, prati e terreni agricoli abbandonati, soppiantando specie erbacee spontanee e interferendo con altri usi del suolo. Questa è la ragione per cui in alcune regioni d’Italia è considerata invasiva.

Rabarbaro gigante

Il Rabarbaro gigante è una pianta ornamentale spettacolare, caratterizzata da foglie enormi, che possono superare anche il metro di diametro, e da un portamento vigoroso che la rende molto scenografica in giardini e parchi. Originaria del Sud America, è stata introdotta in Europa proprio per l’effetto “tropicale” che dona agli spazi verdi.

Quello che la rende una pianta esotica invasiva e, in molti casi, una delle piante illegali da coltivare, è la sua capacità di colonizzare rapidamente sponde di fiumi, zone umide, fossi e terreni costieri. Il rabarbaro gigante forma densi cespi che impediscono la crescita di altre piante, modificano la struttura della vegetazione e ostacolano il passaggio di fauna selvatica e persone lungo i corsi d’acqua. In alcune aree europee, il rabarbaro gigante ha causato anche problemi di instabilità degli argini, interferenze con le infrastrutture e difficoltà di gestione delle acque.

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Photo by Tom Oates, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

 

Ambrosia

L’Ambrosia è una pianta erbacea annuale originaria del Nord America, oggi largamente diffusa in molte regioni italiane. È nota perché il suo polline rappresenta una delle principali cause di allergie respiratorie a fine estate, con forti ripercussioni su salute pubblica e qualità della vita di chi soffre di rinite allergica e asma.

La pianta ha un aspetto all’apparenza anonimo: fusto eretto, foglie profondamente incise di colore verde opaco e infiorescenze poco appariscenti. Proprio per questo passa spesso inosservata fino a quando, tra agosto e settembre, rilascia enormi quantità di polline nell’aria. Anche bassi livelli di esposizione possono scatenare sintomi importanti nelle persone sensibili: starnuti, prurito oculare, congestione nasale, crisi asmatiche.

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Laval University, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons
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