Prevenire potenziali furti e aumentare la sicurezza: sono questi i motivi che possono portare un inquilino ad installare delle telecamere in una casa in affitto. Il conduttore ha pieno diritto a farlo, purché non fori le mura o non modifichi la struttura dell’immobile. Non devono essere inquadrate, però, delle aree comuni, degli spazi condivisi e non deve riprendere la vita privata di terzi. Il proprietario, invece, non può installare delle telecamere interne attraverso le quali spiare l’inquilino: questo comportamento è un reato a tutti gli effetti.
È legale mettere telecamere in casa
Installare delle telecamere nella propria casa è perfettamente legale, purché l’intento sia legato esclusivamente alla sicurezza personale. Non sono necessarie particolari autorizzazioni e, soprattutto, non si devono trasmettere delle comunicazioni alle autorità.
Fattore da tenere a mente, però, è la presenza in casa di collaboratori domestici, come possono essere una baby sitter o delle colf: non è possibile monitorarli a loro insaputa per controllare come lavorano. Devono essere informati della presenza delle telecamere - anche tramite un cartello - e deve essere rispettato lo Statuto dei Lavoratori. Ma non solo: nei bagni e nelle aree destinate ai lavoratori non possono essere installate.
Cosa dice la legge sulle telecamere private?
L’installazione delle telecamere da parte di privati, in Italia, è regolamentata dal Codice della Privacy e dal Gdpr, a cui si affiancano alcune direttive provenienti dal Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Onde evitare di incorrere in sanzioni o in reati penali è necessario rispettare una serie di regole ben precise.
Cosa è possibile inquadrare (l’angolo di visuale)
La telecamera deve inquadrare esclusivamente la proprietà di chi le ha installate: l’ingresso, il giardino, il garage o il balcone. È vietato riprendere delle aree pubbliche, come strade o marciapiedi, delle aree comuni - pianerottoli, scale o ascensori - o la proprietà di terzi.
Nel caso in cui l'inquadratura dovesse sconfinare in uno spazio comune o pubblico per necessità tecniche, deve essere limitato l'angolo di ripresa al minimo indispensabile.
Obblighi e adempimenti
Quando le telecamere sono installate per usi esclusivamente privati o personali - non riprendendo delle aree esterne - non servono dei permessi o il via libera dell’assemblea condominiale.
Quando la telecamera inquadra anche parzialmente delle aree nelle quali possono transitare dei terzi - come può essere un vialetto d’accesso condiviso o il marciapiede davanti al cancello - deve essere installato, ben visibile prima del raggio d’azione, il cartello con la dicitura Area Videosorvegliata.
Le immagini dovrebbero essere conservate per un tempo limitato, solitamente non superiore alle 24 o 48 ore, salvo casi specifici legati a indagini giudiziarie.
Sanzioni e rischi legali
Il mancato rispetto delle norme che abbiamo appena visto può portare:
- al reato di interferenze illecite nella vita privata - ai sensi dell’articolo 615-bis del Codice Penale - punibile con la reclusione da 6 mesi a 4 anni;
- ad una serie di sanzioni amministrative, che variano significativamente sulla base della gravità della violazione della privacy.
Telecamere in condominio
Quando le telecamere vengono installate dal condominio è necessaria una delibera dell’assemblea approvata con la maggioranza degli intervenuti, che devono rappresentare almeno 500 millesimi.
In questo caso le riprese devono essere circoscritte alle parti comuni - come androne e cortile - e non possono avere come oggetto le porte d’ingresso private.
Telecamere nascoste in una casa in affitto
L’installazione di telecamere in una casa in affitto da parte del proprietario - senza aver ottenuto preventivamente il consenso da parte dell’inquilino o averlo indicato esplicitamente all'interno del contratto di locazione - è illegale e viola il diritto alla privacy. Per accertarsi che non ne siano state installate di nascosto è possibile effettuare una serie di controlli:
- si spengono tutte le luci di casa e si usa la torcia del telefono per scansionare la stanza. Si deve cercare il riflesso bluastro o rossastro delle lenti. L’attenzione deve essere posta principalmente su oggetti insoliti come rilevatori di fumo, sveglie, prese elettriche o caricatori Usb;
- si può effettuare una scansione con il Wi-Fi utilizzando app come Fing (Network Scanner) per vedere quali dispositivi sono connessi alla rete della casa. Nomi sospetti come IPCam o stringhe di codici alfanumerici potrebbero indicare la presenza di telecamere;
- molte telecamere usano l'infrarosso per la visione notturna. Per stanarle si deve inquadrare la stanza con la fotocamera frontale dello smartphone al buio: nel caso in cui si dovessero vedere dei puntini luminosi viola o bianchi, potrebbero essere un sensore.
Cosa bisogna fare se se ne trova una? È importante non toccare il dispositivo per non inquinare eventuali prove. Si deve documentare tutto con delle foto e dei video e, successivamente, si contattano le Forze dell'Ordine per sporgere denuncia.
Come funzionano le telecamere di sicurezza
Le telecamere di sicurezza che vengono utilizzate negli appartamenti catturano immagini e video che, almeno nella maggior parte dei casi, vengono trasmessi ad un dispositivo di controllo - uno smartphone o un computer - attraverso i quali è possibile monitorare costantemente casa. Operano e collegano come segue:
- la maggior parte dei modelli utilizzano dei Wi-Fi per comunicare senza cavi, trasmettendo i dati allo smartphone o ad un computer tramite internet;
- alcuni sistemi professionali necessitano di cavi Ethernet o coassiali per una maggiore stabilità del segnale e di risoluzione;
- sul mercato sono presenti dei modelli che permettono di operare senza Wi-Fi: salvano le registrazioni localmente su una scheda SD o su altri sistemi di archiviazione fisica.
Le principali funzioni
Tra le funzioni principali di questi dispositivi c’è il rilevamento del movimento, che viene effettuato attraverso dei sensori: parte la registrazione quando viene avvertito un movimento. Nello stesso momento viene inviata una notifica sull’app dello smartphone.
Per garantire la visione notturna vengono utilizzati degli Led a infrarossi per garantire la visibilità al buio. Alcuni modelli hanno l’audio bidirezionale: permettono, quindi, non solo di ascoltare, ma anche di parlare attraverso la telecamera con il microfono dello smartphone.
I filmati vengono salvati su server remoti sicuri: questo servizio richiede un abbonamento, ma protegge i dati nel caso in cui la telecamera dovesse essere distrutta o rubata. In alternativa i video possono essere salvati a livello locale, ma lo spazio a disposizione è limitato ed è vulnerabile al furto del dispositivo.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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