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Decreto Banche, cosa cambia dopo l'approvazione in Senato

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Il cosiddetto “decreto banche” ha assunto la sua nuova fisionomia, col voto del Senato che ha recepito il maxiemendamento contenente le proposte di modifica della commissione Finanza. Dopo aver incassato la fiducia (169 i voti favorevoli, 70 quelli contrari) il provvedimento tornerà alla Camera per un secondo passaggio che dovrebbe essere, ormai, poco più di una formalità. E che deve avvenire in tempi piuttosto rapidi: per l'approvazione definitiva ci sono ancora una ventina di giorni.

Rimborso obbligazionisti banche

Il provvedimento contiene, tra le altre, le norme per il rimborso agli obbligazionisti delle quattro banche fallite sul finire dello scorso anno (Etruria, delle Marche, Cassa di risparmio di Chieti e Cassa di risparmio di Ferrara). Con il voto di ieri è stato allungato da quattro a sei mesi il tempo entro il quale chi ha perso i propri risparmi potrà presentare l’istanza di erogazione del rimborso dell’80% di quanto investito.

Per accedere al fondo bancario che erogherà i rimborsi, bisogna avere avuto, nel 2014, un reddito complessivo Irpef inferiore a 35.000 euro e un patrimonio immobiliare inferiore a 100.000 euro. “Complessivo”, nel testo, ha sostituito “lordo”, che era termine più sfavorevole, perché avrebbe ricompreso anche voci come le imposte separate o sostitutive e come arretrati degli stipendi, redditi finanziari, Tfr.

La domanda di iscrizione deve essere corredata dal contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati, i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto, l’attestazione degli ordini eseguiti e una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare. Un emendamento obbliga le banche a consegnare le copie al risparmiatore entro 15 giorni dalla richiesta. Il nuovo testo non comprende, invece, la necessità della copia della richiesta di pagamento, alla Banca in liquidazione, del credito relativo agli strumenti finanziari subordinati.

Il decreto non si esaurisce nella gestione degli indennizzi, ma contiene anche misure a sostegno delle imprese e per l’accelerazione del recupero dei crediti e le modifiche alle procedure fallimentare, l’ampliamento del Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione dei dipendenti bancari in esubero. Tutte norme volte a far ripartire il mercato dei crediti deteriorati, rendendo i portafogli da cedere più “appetibili” per gli investitori nazionali e stranieri.

Decreto banche patto marciano

Tra queste anche il cosiddetto “patto marciano”, con la possibilità per gli imprenditori di cedere direttamente alle banche un bene (prima casa esclusa) posto a garanzia di un finanziamento, senza passare attraverso il tribunale. Le parti potranno stabilirlo anche per i contratti già in essere. Il testo emendato ha portato, nel caso di mancato pagamento di tre rate anche non consecutive, da sei a nove mesi il tempo dopo il quale il patto sarà applicabile. Se il debitore ha già rimborsato l'85% della quota capitale, inoltre, il periodo si allunga ulteriormente e la clausola scatta dopo 12 mesi.

Per quanto concerne, invece, la normale procedura degli esproprio e conseguente vendita all'incanto, è dopo il quarto tentativo (e non più il terzo del testo originario) a vuoto di vendita all'incanto che il prezzo potrà essere abbassato fino alla metà. Via libera alla proposta di istituire un elenco dei professionisti che provvedono alla vendita dei beni pignorati.