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Servono 10 miliardi di euro per l'emergenza neve e terremoto, 40% delle case inagibili

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Autore: Redazione

La neve che si è abbattuta sul Centro Italia e le scosse di terremoto che hanno nuovamente allarmato la popolazione hanno fatto scattare l’emergenza. I danni causati dai due eventi sono molteplici e i costi necessari per fronteggiare la situazione appaiono ingenti.

Come sottolineato da un articolo del Corriere della Sera, in seguito alle verifiche di agibilità condotte dalla Protezione civile dopo il terremoto è emerso che il 40% degli edifici privati non è agibile, la stessa percentuale riguarda le scuole. Sul fronte dei costi, invece, si stima che servano almeno 10 miliardi di euro per fronteggiare la situazione. Si rende dunque necessario prevedere nuovi stanziamenti e trattare con l’Unione europea.

I costi dell’emergenza e della ricostruzione

Per affrontare prime le urgenze e poi la ricostruzione si parla di oltre 10 miliardi di euro. Il conteggio è stato effettuato sulla base di quanto richiesto a Bruxelles il 16 novembre scorso per attivare il Fondo di solidarietà relativamente al terremoto del 24 agosto.

Nel dossier è sottolineato che “i danni ammontano a 7 miliardi e 56 milioni di euro, di cui 4,9 miliardi relativi agli edifici privati e 350 milioni a quelli pubblici, circa 542 milioni per il patrimonio culturale, oltre 532 milioni le spese per la gestione delle attività di soccorso e assistenza alla popolazione, 732 milioni per infrastrutture di viabilità e reti dei servizi essenziali”.

Ai danni provocati dall’evento dello scorso agosto bisogna aggiungere, però, quelli derivati dalle scosse di ottobre, di mercoledì e dall’ondata di maltempo. Si stima, dunque, che si debba aggiungere almeno la metà di quanto già calcolato: quindi altri 3 miliardi e mezzo.

Il più lungo black out in Italia

E all’interno dell’emergenza si conta una nuova emergenza. E’ quella delle settemila famiglie rimaste senza luce in Abruzzo. Il più lungo black out della storia di Italia.

Come sottolineato dalla Repubblica, “da una settimana settemila famiglie in Abruzzo vivono in case senza luce, spesso anche col riscaldamento in tilt e la neve fuori a bloccare il passo, la strada ai soccorritori, agli uomini dell’Enel che cercano di riattivare il servizio. Prigioniere del maltempo. In condizioni di vita insopportabili per colpa di un black out che per molti non accenna ancora a finire, anche se la situazione sta lentamente migliorando”.

Le case al buio sono quasi tutte nella provincia di Teramo. Le abbondanti nevicate hanno abbattuto pali, spezzato reti, mandato in tilt le cabine di controllo.

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