La fiducia al governo Conte è stata approvata dal Senato con 171 voti a favore. I contrari sono stati 117 e gli astenuti 25. L’esecutivo M5s-Lega ha ottenuto 10 voti in più della maggioranza assoluta (161 senatori) e 2 in più di quelli presi sia da Gentiloni che da Renzi per i loro governi. La maggioranza richiesta era di 145 voti. Dopo Palazzo Madama, oggi tocca alla Camera, dove il voto finale è atteso per il pomeriggio.
Nel suo discorso, Giuseppe Conte ha parlato, tra le altre cose, di salario minimo, reddito e pensioni di cittadinanza, flat tax, carcere per i grandi evasori, aiuti alle imprese che innovano, riduzione del debito con la crescita.
E ancora, di migrazione, sicurezza, apertura alla Russia, famiglie, disabili, taglio alle pensioni d’oro e stop ai vitalizi, rafforzamento delle norme contro conflitto d’interessi, slancio agli appalti pubblici a fronte di alcune rigidità del codice degli appalti.
Il tema dell’uscita dall’Euro
In sede di replica, al termine del dibattito, il presidente del Consiglio ha affrontato il tema dell’uscita dall’euro e ha detto: “L’uscita dall’Euro non è in discussione e non è un obiettivo che vogliamo perseguire. Il tema è un altro: è legittimo o no per un Governo, un Paese, rinegoziare le politiche economiche? Dobbiamo rinunciare a discutere le politiche economiche? Di questo stiamo parlando. Se ci sarà margine o no lo scopriremo. Siamo determinati a farlo”.
Il tema dell’aumento dell’Iva
Parlando con i cronisti al Senato, invece, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha affrontato l’annosa questione dell’Iva. In merito, Salvini ha affermato: “Non siamo stati eletti per aumentare l’Iva e sicuramente non aumenterà”. Sottolineando poi che il primo provvedimento in cantiere sarà quello sulla pace fiscale, spiegando che “con i soldi incassati cominceremo da subito a dare risposte a partite Iva, commercianti, artigiani e piccole imprese. E nei prossimi mesi anche alle famiglie”.



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