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No alla procedura Ue contro l'Italia: quali previsioni per il Pil 2019?

Pierre Moscovici
No alla procedura Ue contro l'Italia / Gtres
Autore: floriana liuni

L’Italia è riuscita ad evitare la procedura di infrazione da parte della commissione europea. Il decreto salva conti ha convinto Pierre Moscovici, che ha dato l’atteso stop. Ora tutto dipenderà dalla crescita dell’Italia: ecco cosa prevede Prometeia.

Il decreto salva conti evita la procedura Ue

Dopo aver considerato il decreto salva conti, che contiene una correzione di 7,6 miliardi di euro pari allo 0,42% del Pil, il commissario Pierre Moscovici ha deciso che l’impegno dell’Italia per rimettere in sesto i conti pubblici sia tale da non giustificare una procedura per debito eccessivo. Ovviamente la Commissione continuerà a “monitorare molto da vicino” l’andamento dei nostri conti, soprattutto alla luce della crescita e della manovra finanziaria 2020 che sarà presentata il prossimo autunno. La Commissione ha raccomandato un aggiustamento strutturale dello 0,6% del Pil e la spesa pubblica di uno 0,1%.

Previsioni crescita Pil 2019-2021 secondo Prometeia

Scontro rinviato, quindi, anche se il sospiro di sollievo è gravato da un impegno che andrà rispettato alla lettera e che farà nascere dubbi sulle coperture dei tagli fiscali che nelle intenzioni del Governo dovrebbero essere protagonisti della prossima manovra.  In questo scenario la variabile crescita sarà centrale. Ma le previsioni degli esperti non sono certo entusiastiche in questo senso.

Secondo il rapporto previsionale di Prometeia, ad esempio, la crescita del Pil italiano – dopo l’encefalogramma piatto del secondo trimestre – vedrà un +0,2% nel terzo e nel quarto trimestre 2019, per una chiusura d’anno sul +0,1%. Nel 2020 la crescita potrebbe salire fino ad un +0,5% e nel 2021 al +0,7%, ma senza interventi robusti a sostegno della crescita potenziale ciò potrebbe non essere comunque sufficiente a ridurre il debito pubblico.

Manovra finanziaria 2020 

Gli snodi cruciali saranno, a settembre, la nota di aggiornamento del Def e poi la legge di Bilancio 2020. A dare relativo respiro agli impegni italiani, l’andamento dei conti pubblici più favorevole del previsto, come certificato dall’assestamento del bilancio 2019, e il disavanzo obiettivo per quest’anno sotto il 2,1%. Tuttavia, secondo Prometeia, qualsiasi accordo con la Commissione dovrà prevedere, per il 2020, un saldo di bilancio in linea con quello 2019, comportando un inevitabile aumento delle entrate.

La flat tax 2020 potrebbe essere mini

Sul fronte delle spese, Prometeia ipotizza – auspicabilmente inserito in una strategia di riforma complessiva del sistema fiscale – l’avvio di una “mini” flat tax, rivolta a una platea di famiglie più ristretta di quella prospettata finora dalle forze di governo, e misure di rafforzamento del welfare per compensare la minore efficacia dell’attuale reddito di cittadinanza. Prometeia simula uno schema di tassa piatta al 15% per i redditi familiari complessivi sotto i 29.000 euro. I beneficiari sarebbero 3,6 milioni di individui per un costo di 4,1 miliardi di euro. Ipotizzato anche uno scenario di allargamento della platea di beneficiari del RdC, con soglia Isee a 10.800 euro annui, con il coinvolgimento di 400mila famiglie in più (1,7 milioni totali), per una spesa addizionale di 3,1 miliardi di euro.

Possibile aumento delle aliquote Iva ridotte

Dal lato delle entrate, sarà difficile evitare un aumento delle aliquote Iva. Prometeia ipotizza un aumento di quelle ridotte, dal 4% al 6% e dal 10% al 12%, equivalenti a circa 6 miliardi di euro di maggiore gettito. Inoltre, una riprogrammazione delle spese per circa 3,3 miliardi, e una riforma delle tax expenditure.

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