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Reddito di residenza attiva: 700 euro al mese per chi ripopola i comuni del Molise

Gtres
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Autore: Flavio Di Stefano

Ripopolare il territorio, rilanciare l’economia e creare occupazione. Ecco i tre obiettivi dichiarati del reddito di residenza attiva, la misura unica nel suo genere (700 euro al mese per chi si trasferisce in comuni con meno di 2mila abitanti e apre un’attività) che sta per essere lanciata dalla Regione Molise.

Antonio Tedeschi, consigliere Regione Molise
Antonio Tedeschi, consigliere Regione Molise

La notizia ha già fatto letteralmente il giro del mondo. Per saperne di più, idealista/news ha intervistato Antonio Tedeschi, il consigliere della Regione Molise promotore dell’iniziativa. Il consigliere molisano, infatti, ha spiegato che oltre alla risonanza sui media (anche la Cnn ne ha parlato), “stanno arrivando migliaia di mail da tutta Europa ma anche da Brasile, Canada, Giappone, Argentina, Stati Uniti e Africa. Non ci aspettavamo un riscontro così grande”.

Bando reddito di residenza attiva

Il bando ufficiale sul reddito di residenza attiva ha subìto qualche piccolo ritardo nella pubblicazione, ma è stato pubblicato stamattina sul sito della Regione Molise, come ha spiegato il consigliere Tedeschi: “Il lieve ritardo è stato dovuto al fatto che il testo è stato tradotto anche in inglese, visto il riscontro che c’è stato anche all’estero”.

Ma come funziona il reddito di residenza attivo? “Nei comuni molisani con meno di 2mila abitanti, che sono ben 107 sui 136 totali – ha spiegato il consigliere regionale Tedeschi – verranno erogati 700 euro al mese per 3 anni per chi trasferisce la residenza e apre un’attività in uno di quei territori”.

Pietrabbondante / Flickr
Pietrabbondante / Flickr

I requisiti per partecipare

E i requisiti? “Bisogna essere cittadini italiani (basta anche la doppia cittadinanza), della comunità europea o essere in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo, almeno per 5 anni, quelli necessari per partecipare al bando”.

Sì, perché il reddito di residenza attiva, verrà versato per 3 anni, ma l’attività aperta in uno dei 107 comuni del Molise con meno di 2000 abitanti deve essere mantenuta per almeno 5 anni. L’attività può essere di qualsiasi tipo: commerciale, professionale, artigianale, agricola.

Non solo, come tiene a precisare Tedeschi: “Si può aprire una start up, certo, ma il reddito di residenza attiva spetta anche a chi trasferisce la sede legale e operativa della sua impresa in uno dei 107 comuni molisani con meno di 2mila abitanti, pagando quindi le tasse in Molise nei paesi che si stanno spopolando”.

Sepino / Wikipedia
Sepino / Wikipedia

I prossimi step

Dal momento in cui verrà pubblicato il bando, ci saranno 60 giorni di tempo per presentare la domanda. Una volta chiuso il termine per le richieste, verranno valutati tutti i progetti. “Le tempistiche dipenderanno anche da quante domande riceveremo”, sottolinea Tedeschi.

Inizialmente verrà stanziato un milione di euro, anche se il consigliere molisano ha detto che “se dovessero arrivare tante domande cercheremo di trovare più fondi, ci stanno già chiamando da diverse regioni italiane per replicare il modello di residenza attiva e potremmo chiedere al governo di finanziare questa misura al livello nazionale”.

Attualmente, il reddito di residenza attiva viene finanziato con fondi comunitari tramite un protocollo di intesa tra Ministero dello Sviluppo Economico, Mef e Regione Molise.

Invertire la tendenza

Il Molise negli ultimi 10 anni vive un trend negativo che ha portato circa 8000mila abitanti ad abbandonare la regione natìa. Ora, però, è arrivato il momento di invertire la tendenza e il reddito di residenza attiva potrebbe essere lo strumento giusto. Soprattutto perché potrebbe fornire un “assist” agli italiani all’estero che vorrebbero rientrare.

Ma non solo, perché il consigliere Tedeschi pone l’accento anche su un altro aspetto: “Spesso ci si dimentica dell’importanza che dovrebbe rivestire la qualità della vita nelle nostre esistenze, nelle grandi città ci sono molte più opportunità di lavoro, ma molti altri aspetti vengono sacrificati. La qualità della vita dovrebbe venire prima di tutto”.