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Coronavirus: come funzionano i rimborsi per voli, concerti e partite?

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Autore: Redazione

Per prevenire i rischi di contagio, in questi giorni, sono molti gli eventi saltati e i voli cancellati a causa dell’allerta per il Coronavirus. L’Unione nazionale consumatori ha fatto chiarezza sulle modalità con cui accedere ai rimborsi.

Partite di calcio ed eventi

Dopo i rinvii della scorsa giornata di Serie A, il governo ha deciso di consentire lo svolgimento di alcune partite solo “a porte chiuse” (purché nei Comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale). Se un evento sportivo viene rinviato, il tifoso in possesso di un biglietto ha diritto al rimborso del singolo titolo di accesso. Se invece per l’evento si stabilisce lo svolgimento a porte chiuse, fa sapere l’Unione nazionale consumatori, non solo va rimborsato il singolo biglietto, ma anche per il tifoso abbonato scatta il diritto alla restituzione di una quota parte dell’abbonamento stesso.

Ma visto che  la decisione sia stata presa dal governo, non scatta il diritto al risarcimento del danno, essendo tale situazione non imputabile agli organizzatori. L’Autorità Antitrust ha avviato, già in data 7 gennaio 2020, nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di serie A Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Cagliari Genoa e Udinese, “colpevoli” di non riconoscere nelle loro condizioni generali di contratto (disponibili sui siti internet) il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello stadio.

Mentre per quanto riguarda teatri, concerti e spettacoli vari: se un concerto oppure uno spettacolo teatrale viene cancellato, il consumatore ha diritto al rimborso del biglietto o alla quota parte dell’abbonamento.

Biglietti aerei

Chi deve viaggiare all’estero dovrebbe informarsi della situazione suk sito www.viaggiaresicuri.it, è anche opportuno, prima di andare in aeroporto, contattare direttamente la compagnia aerea o l’agenzia viaggi di riferimento. In caso di volo cancellato, si ha diritto al rimborso:

laddove è applicabile il Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004, ossia se l’aeroporto di partenza è in un Paese membro dell’UE (compresi Norvegia, Islanda e Svizzera) o se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE (compresi Norvegia, Islanda e Svizzera) qualora il vettore aereo sia comunitario e non siano già stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale.

In caso di caso di cancellazione del volo da parte della compagnia, il passeggero ha diritto all’assistenza e ai rimborsi (o riprotezione). Non ha invece diritto alla compensazione pecuniaria, essendo la cancellazione del volo causata da circostanze eccezionali.

Entrando nel dettaglio, il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata (oppure anche per le parti di viaggio già effettuate, se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale e del volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale) o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti.

Anche il sito italiarimborso.it ha fornito dei chiarimenti in merito (scopri la guida). Nel dettaglio, il portale specializzato ha specificato che “qualora preferisca rinunciare al volo, il passeggero non può far altro che comunicare tale volontà direttamente alla compagnia aerea con la quale ha prenotato la tratta aerea. Ma, ad oggi, non essendo arrivata alcuna linea guida né dal Governo né tantomeno da parte di compagnie aeree o aeroporti, una rinuncia volontaria al volo non dà diritto al rimborso totale del costo del biglietto”.

Tuttavia, nel caso di rinuncia volontaria al volo, specificano sempre da italiarimborso.it, “appare altamente improbabile poter ottenere la compensazione pecuniaria che, com'è noto, è un risarcimento che spetta solo in presenza di responsabilità della compagnia aerea e non di circostanze eccezionali. La possibilità del contagio ci appare assolutamente una motivazione plausibile per la cancellazione di un volo”.