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Coronavirus e impatto sull'economia, sette consigli per la ripresa delle aziende da Pwc

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Autore: floriana liuni

Secondo Pwc non ci aspettano tempi rosei per l'economia globale dopo l'emergenza Covid. Eppure le aziende più preparate potranno riprendersi più in fretta. Ecco sette consigli per gestire il post-Covid.

Nell’overview di Pwc sull’andamento dell’economia globale sotto l’influenza del coronavirus si prevede come, secondo le stime dei principali istituti di analisi, si avrà un Pil mondiale in calo del 2%, un -5,3% nell’Eurozona e un -7,1% in Italia. Con una ripresa che nel 2021 sarà rispettivamente del 5,4%, del 5,2% e del 4,6%.

Secondo la PwC Global Crisis Survey, quasi 7 aziende su 10 hanno sperimentato almeno un momento di crisi negli ultimi cinque anni. Il COVID-19 spingerà al limite la resistenza delle imprese a tali fasi di difficoltà, ed è quindi importante che esse si facciano trovare preparate.

Il Global Crisis Center di PwC indica sette azioni, in larga parte condivise dal mondo dei think tank e delle società di consulenza strategica, da introdurre per mitigare gli effetti della crisi. Eccole di seguito.

  1. Riconsiderare gli spostamenti e le location dei dipendenti: In particolare, stabilire dove si trova il personale e valutare la possibilità di rimpatrio; predisporre strumenti per abilitare lavoro da remoto; policies chiare per le assenze dovute a malattie, cure o esigenze familiari; protocolli per i visitatori dei siti aziendali; procedure per le segnalazioni delle malattie; procedure legate alle chiusure scolastiche; monitoraggio delle condizioni dei dipendenti ; aggiornamento costante delle misure adottate in linea con le normative; comunicazione costante con i dipendenti.
  2. Rivedere i piani di crisi e di continuity: In particolare le domande da porsi sono di due tipi. Sullo smart working: c’è abbastanza banda tecnologica per far fronte alle esigenze del lavoro da remoto? I sistemi IT sono pronti per gestire la cybersecurity in questo contesto? Sulla comunicazione interna: come verrà gestita la comunicazione con il personale? Quali sono le modalità di raccolta ed elaborazione delle informazioni durante la crisi?
  3. Analizzare la supply chain per individuare potenziali vulnerabilità: Una chiara comprensione della propria supply chain aiuta ad individuare potenziali vulnerabilità. Ciò significa iniziare con i prodotti più critici e guardare oltre i fornitori di primo e secondo livello, fino alle materie prime.
  4. Analisi di scenario: In un clima di diffusa incertezza, la pianificazione degli scenari è uno strumento fondamentale, a livello finanziario ma non solo. Quali sono gli scenari migliori e peggiori a cui l'azienda è in grado di far fronte? Quale potrebbe essere l'impatto a lungo termine, ad esempio, sul capitale circolante o sulle alleanze bancarie? L'azienda è preparata ad un potenziale aumento della domanda di prodotti e servizi on line? Ci sono piani di emergenza per la fornitura di prodotti di prima necessità?
  5. Comunicare efficacemente: Disinformazione e confusione si sono diffuse insieme al virus. I lavoratori e gli stakeholder devono, invece, contare su una chiara ed efficace comunicazione interna e corporate. La comunicazione è fondamentale anche verso l’esterno, sia verso il business che verso i clienti. Ciò mediante pricing specifici o campagne marketing dedicate. Ora più che mai, è importante sapere cosa provano i clienti e perché.
  6. Individuare i potenziali Points of failure: È fondamentale identificare quali siano i team e gli individui da cui dipendono processi o servizi critici, e quali possano eventualmente essere i lavoratori con le competenze adatte ad assumere quei ruoli in caso di necessità. I call center e i centri di servizi condivisi sono potenzialmente vulnerabili: è possibile adottare misure per ridurre il livello di interazione umana, con turni alternati o lavoro a distanza?
  7. Non perdere di vista i rischi diversi dal COVID-19: Il COVID-19 non è l’unica minaccia all’orizzonte. Non vanno persi di vista gli altri rischi, a partire dal perimetro tradizionale della cybersecurity (non legata al lavoro in mobilità) che dovrebbe essere sempre al primo posto: le organizzazioni sono più vulnerabili quando affrontano una crisi. A fronte di una crisi che potrebbe protrarsi per molto tempo, le aziende ben preparate riusciranno a recuperare più rapidamente.