Cambiare fornitore di luce e gas può convenire: ecco le linee guida su come farlo in tempi rapidi e senza costi nascosti.
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Cambiare fornitore di luce e gas è oggi un’operazione semplice e sempre più diffusa, grazie al mercato libero dell’energia che offre numerose soluzioni a misura di consumatore. Come cambiare gestore di luce e gas? Quali i tempi e i costi di questo cambio? Per passare a un altro fornitore di luce e gas è necessario selezionare una nuova tariffa e firmare il contratto con la nuova società. Questo processo, detto “switch”, non ha costi e non causa sospensioni nella fornitura. Sarà il nuovo operatore a gestire le pratiche, avvisando quello precedente e attivando la nuova fornitura. 

Come si fa a cambiare fornitore di luce e gas?

Per cambiare fornitore di luce e gas non sono previste modifiche al contatore, né serve un intervento tecnico sugli impianti. Il passaggio a un altro fornitore è definito ”switch” ed è una procedura amministrativa che comporta la stipula di un nuovo contratto con un gestore differente dal precedente. Per lo switching è sufficiente seguire alcuni passaggi: 

  • analisi della propria bolletta: è essenziale analizzare i consumi di energia e gas riportati nell’ultima bolletta, per poter confrontare le offerte disponibili sul mercato in base alle proprie abitudini di consumo;
  • confronto delle offerte sul mercato libero: per una comparazione delle tariffe disponibili si può consultare il Portale Offerte ARERA, ma ci sono anche altri comparatori indipendenti gratuiti;
  • scelta del nuovo fornitore: dopo aver trovato l’offerta più adatta alle proprie esigenze, sarà sufficiente contattare il nuovo fornitore. Il cambio gestore della luce può avvenire online, ma anche tramite contatto telefonico o visita presso un punto vendita fisico;
  • presentazione dei documenti: prima della firma del contratto si devono comunicare i dati anagrafici dell’intestatario, l’indirizzo della fornitura, il codice POD per l’energia elettrica e il codice PDR per il gas, e l’IBAN se si sceglie l’addebito automatico delle bollette;
  • attivazione del nuovo contratto: il nuovo fornitore comunicherà al vecchio la disdetta del contratto ed eseguirà la procedura del cambio. 
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Quali sono i tempi per cambiare gestore di luce e gas?

Chi si chiede quanto tempo ci vuole per cambiare gestore luce e gas, deve innanzitutto sapere che il passaggio da un operatore all’altro non comporta interruzioni di servizio. Al fine di velocizzare i tempi, l’Unione Europea ha emanato una direttiva nel 2019, recepita dall’Italia con il DL 210 del 2021. 

Si prevede che entro il 2026 il cambio di fornitore venga completato entro 24 ore in qualsiasi giorno lavorativo e che in ogni caso la durata totale della procedura non dovrebbe superare le tre settimane a partire dalla richiesta da parte del consumatore. Anche l’Arera, l’autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, si è impegnata a rispettare la tempistica del cambio operatore entro 24 ore, ma ciò potrà avvenire solo a partire dall’1 gennaio 2026. 

Al momento il passaggio da un fornitore di luce e gas a un altro avviene nell’arco di 1-2 mesi a partire dal primo giorno del mese successivo alla sottoscrizione del contratto, a patto che la procedura di switching sia attivata entro il giorno 10 del mese, diversamente slitterà di un mese. 

Ad esempio, perché il nuovo contratto possa partire dall’1 marzo, è necessario che lo switch sia attivato entro il 10 febbraio, perché superata tale data bisognerà attendere l’1 aprile. Da ricordare che in caso di sottoscrizione del contratto fuori sede, ad esempio online o al telefono, la procedura del cambio potrà partire dopo che siano trascorsi i 14 giorni previsti per l’esercizio del diritto di recesso

Quali sono i costi per cambiare fornitore di luce e gas?

Il cliente a volte può essere un po’ restio a cambiare fornitore di luce e gas, temendo che una simile operazione possa comportare dei costi. Premesso che il cambio gestore di energia elettrica e di gas non è obbligatorio, in alcuni casi è prevista comunque una migrazione per salvaguardare il cliente, come per i clienti vulnerabili luce nel passaggio al Servizio a Tutele Graduali.

In generale, chi decide di cambiare fornitore non dovrà sborsare nulla, perché non sono previsti oneri per la disattivazione del vecchio contratto, né spese di allaccio per il nuovo. A volte può capitare di dover sostenere alcuni costi

  • imposta di bollo: il fornitore ha la facoltà di addebitare al cliente un bollo di 16 euro, in caso di passaggio da un’offerta del mercato libero a una di quello tutelato e in presenza di più cambi nell’arco degli ultimi 12 mesi;
  • deposito cauzionale: alcuni fornitori richiedono una somma a titolo di cauzione, da restituire al cliente al termine del contratto;
  • oneri di recesso: attenzione alle penali per recesso anticipato introdotte dall’Arera. Secondo quanto previsto dalla delibera di gennaio 2024, i fornitori possono decidere se far pagare al cliente un costo per l’esercizio del recesso prima della scadenza dell’offerta pattuita. Il cambio fornitore di energia elettrica e gas può prevedere delle penali, che devono essere però variabili a seconda della tempistica del recesso e non eccedere la perdita subita dal fornitore in conseguenza del recesso anticipato. 
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Qual è il fornitore di luce e gas più conveniente?

La domanda forse più difficile è la seguente: qual è l’offerta più conveniente per luce e gas? Non è facile rispondere a questo interrogativo, perché sono diversi i fattori da considerare nella scelta di un nuovo fornitore e solo da un’attenta analisi di questi si può trovare l’offerta che risponde meglio alle esigenze personali di ognuno. Ecco gli elementi di cui tenere conto: 

  • costo materia prima: è una discriminante chiave nella scelta di un nuovo fornitore, visto che a parità di altre voci sarà da preferire quello che applica il prezzo più basso elettrica e il gas;
  • consumi personali: l’offerta andrà valutata anche in base alle proprie abitudini, visto che in certi casi può essere più conveniente scegliere un fornitore con un’offerta bioraria;
  • tipologia di contratto: per chi non ama rischiare è preferibile scegliere un’offerta a prezzo fisso, mentre chi è disposto a sbilanciarsi un po’ può optare per quella con prezzo variabile, generalmente più economiche delle prime;
  • servizi accessori: alcuni fornitori offrono app dedicate, bollette digitali, assistenza tecnica, promozioni e bonus fedeltà che possono influenzare la convenienza complessiva.

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