Il trasferimento in una nuova abitazione o lo spostamento della sede dei propri affari principali rappresenta un momento di transizione che necessita di un'accurata gestione burocratica. In Italia, il cambio di domicilio consiste nella scelta di stabilire la sede dei propri affari e interessi in un luogo diverso dalla residenza. A differenza di quest'ultima, che rappresenta la dimora abituale e richiede una registrazione formale presso l'Ufficio Anagrafe (anche tramite il portale ANPR), il domicilio non viene iscritto in registri pubblici, necessitando semplicemente di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autocertificazione), da presentare direttamente ai soggetti interessati (banche, datore di lavoro ed enti pubblici).
- Cosa bisogna fare per il cambio di domicilio
- Quanti tipi di domicilio esistono
- Come cambiare domicilio senza cambiare residenza
- Come si dichiara un domicilio diverso dalla residenza
- A chi comunicare il cambio di domicilio
- Cambio di domicilio: si può fare online?
- Cambio di domicilio e domicilio fiscale: qual è la differenza
Cosa bisogna fare per il cambio di domicilio
Sebbene non sia un obbligo anagrafico, comunicare la variazione del proprio domicilio è essenziale per finalità legali, come per esempio la ricezione di notifiche e atti, o per scopi fiscali e professionali. Tuttavia, bisogna ricordare che il domicilio non è soggetto a iscrizione nei registri pubblici, essendo sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, anche nota come autocertificazione.
Quanti tipi di domicilio esistono
In termini tecnici, il Codice civile disciplina la materia distinguendo il domicilio dalla residenza, che è il luogo di abitazione principale indicato sulla carta d’identità, e dalla dimora, ovvero il luogo in cui si soggiorna temporaneamente. Il domicilio può essere ulteriormente descritto come:
- volontario, in quanto scelto liberamente dal soggetto per i propri affari;
- legale, perché imposto dalla legge, come nel caso dei minori presso i genitori;
- speciale, se stabilito a seguito dell’adozione di determinati atti o di affari specifici;
- digitale, se comporta l'iscrizione del proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) in appositi registri.
Come cambiare domicilio senza cambiare residenza
Molte persone si trovano nella condizione di dover spostare il centro dei propri interessi senza però modificare la residenza anagrafica. Si pensi ai lavoratori in trasferta o agli studenti fuori sede. In questi casi, la procedura è notevolmente semplificata dal momento che non esiste un registro nazionale dei domicili che richieda un aggiornamento ufficiale presso lo sportello comunale.
Pertanto, l'interessato può procedere tramite un'autodichiarazione da inviare ai soggetti con i quali intrattenga dei rapporti. Questa libertà permette di ricevere la corrispondenza e gli atti legali presso un indirizzo diverso da quello che risulta dai registri anagrafici.
È importante, però, ricordare che la modifica del domicilio non influisce automaticamente sulla consegna della posta ordinaria gestita da operatori come Poste Italiane, a meno che non si attivino servizi specifici di invio della corrispondenza come, per esempio, "Seguimi".
Come si dichiara un domicilio diverso dalla residenza
Per rendere formale la variazione, è necessario utilizzare un modulo di cambio del domicilio. Sebbene non esista un modello unico ministeriale obbligatorio, come avviene per la residenza, molti comuni e siti istituzionali forniscono un facsimile utile a garantire la completezza dei dati. Il modulo di cambio del domicilio, in formato pdf, deve essere compilato inserendo con precisione i seguenti elementi:
- i dati anagrafici del dichiarante;
- l’indirizzo esatto del nuovo domicilio, comprensivo di CAP, civico e, se presenti, scala e interno;
- un recapito telefonico per eventuali contatti;
- la firma autografa o digitale, con cui il cittadino si assume la responsabilità legale di quanto dichiarato.
Una volta completato, il documento può essere consegnato a mano, inviato tramite fax o, più frequentemente, inoltrato via Posta Elettronica Certificata (PEC), allegando sempre una copia del documento d'identità in corso di validità. Risulta essenziale prestare attenzione al momento in cui deve essere dichiarato un domicilio diverso dalla residenza, ovvero nel momento esatto in cui si stabilisce la propria sede operativa o di interessi altrove. La procedura è indispensabile per assicurare la continuità della ricezione delle comunicazioni legali.
A chi comunicare il cambio di domicilio
A differenza della residenza, che viene comunicata una sola volta al Comune, stabilire a chi va comunicato il cambio di domicilio è un passaggio delicato, che dipende dalla natura dei rapporti che si instaurino. Si può iniziare informando il proprio datore di lavoro del nuovo indirizzo, al fine di ricevere le comunicazioni riguardanti il rapporto professionale.
Si può proseguire con le banche e le compagnie assicurative che necessitano dell'indirizzo aggiornato per la gestione dei contratti. Se il trasferimento è legato a motivi di salute, è possibile richiedere il domicilio sanitario presso l'ASL locale per ottenere l'assistenza di un medico di base temporaneo.
Infine, per quanto riguarda i rapporti con il Fisco, il cambio di domicilio comunicato all'Agenzia delle Entrate consente di indicare un indirizzo diverso dalla residenza fiscale per la notifica degli atti tributari.
È utile ricordare che l'omissione o la mendacità delle dichiarazioni rese a un pubblico ufficiale, anche tramite autocertificazione, può configurare il reato di falsità ideologica, punibile secondo il Codice penale. Pertanto, ogni informazione inserita nel modulo di autocertificazione deve corrispondere alla reale situazione di fatto del dichiarante.
Caratteristica | Domicilio Temporaneo/Residenza Temporanea |
|---|---|
Durata | Minimo 4 mesi, massimo 12 mesi |
Motivazioni | Studio, lavoro, salute, famiglia |
Voto | Nel comune di residenza permanente |
Medico di base | Possibile tramite iscrizione temporanea alla ASL locale |
Documentazione | Richiesta specifica al Comune di dimora |
Cambio di domicilio: si può fare online?
Con la progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, il cambio di domicilio online è diventato la modalità preferenziale per molti utenti. Attraverso l'utilizzo di strumenti come la Posta Elettronica Certificata, è possibile inviare le proprie dichiarazioni senza doversi recare fisicamente presso gli sportelli. La procedura è particolarmente utile per chi si trovi già nella nuova città e debba regolarizzare la propria posizione in tempi brevi.
In tema di procedure telematiche, è opportuno chiarire un punto fondamentale sull'utilizzo del portale dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente: il cambio del domicilio tramite l'ANPR, inteso come un procedimento ufficiale, non esiste nelle modalità di un registro pubblico consultabile. Infatti, il portale ANPR è lo strumento dedicato al cambio ufficiale della residenza su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, durante la procedura di cambio della residenza sul sito istituzionale, il sistema registra automaticamente che il nuovo indirizzo di dimora abituale rappresenti anche il domicilio del cittadino, a meno che non venga specificato diversamente ai singoli enti. Per accedere ai servizi ANPR, la piattaforma richiede alternativamente:
- l'identità digitale SPID;
- la Carta d'Identità Elettronica (CIE) con relativo PIN;
- la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Cambio di domicilio e domicilio fiscale: qual è la differenza
Un ambito molto sensibile riguarda la fiscalità. Il cambio di domicilio da comunicare all'Agenzia delle Entrate non va confuso con il domicilio fiscale, che per le persone fisiche coincide, quasi sempre, con il Comune di residenza e non può essere variato arbitrariamente.
Tuttavia, il cittadino ha il diritto di eleggere un domicilio per la notifica degli atti fiscali. Accedendo all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate tramite SPID o CIE, è possibile indicare un indirizzo specifico, anche estero, dove ricevere avvisi e notifiche relativi ai tributi. La scelta è di vitale importanza per chi abiti temporaneamente in un'altra casa e voglia evitare di mancare scadenze fiscali importanti a causa di notifiche depositate presso una residenza non presidiata.
Infine, quando si effettua un cambio di residenza che implichi anche una variazione del domicilio, è necessario ricordarsi degli adempimenti relativi alla tassa sui rifiuti (TARI). Molti comuni permettono di presentare la dichiarazione per la nuova utenza contestualmente alla richiesta di iscrizione anagrafica, semplificando così il carico burocratico per l'utente.
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