La possibile escalation della crisi tra Iran e Stati Uniti rischia di avere effetti diretti sulle tasche degli italiani, con un aumento fino a 950 euro annui per famiglia tra bollette, carburanti e assicurazioni. È quanto emerge da un'analisi di Facile.it, che fotografa i rincari già in atto e quelli attesi nei prossimi mesi.
Dalle bollette luce e gas, fino alla benzina e diesel, qual è l'impatto del conflitto sulle spese "irrinunciabili" delle famiglie? Vediamo cos'è emerso dall'analisi di Facile.it
Guerra in Iran e bollette di luce e gas
Gli italiani spenderanno per le bollette di luce e gas circa il 12% in più di quello che avrebbero speso prima dello scoppio del conflitto (da 2427 a 2711 euro). Il maggior aumento si registra per la bolletta del gas (da 1617 euro a 1834), mentre la luce aumenta da 810 a 877 euero. Ma le conseguenze della guerra saranno visibili anche sulle spese per il raffraddamento della casa. I costi per il condizionatore potrebbero aumentare del 19%
Carburanti
Gli effetti del conflitto si vedranno anche sui costi dei carburanti, di benzina e diesel, nonostante il taglio delle accise deciso dal governo con il decreto carburanti. Secondo le simulazioni, infatti, un automobilista che percorre 10mila km l'anno spenderebbe in media il 7% in più rispetto alle stime preconflitto (1177 euro), il 26% in più se parliamo di diesel (1190 euro)
Assicurazione auto, gli aumenti per il 2026
Possibili, anche se non sono ancora certi, gli aumenti sul costo delle assicurazioni auto a causa dell'incremento dell'inflazione, come avvenuto durante la guerra in Ucraina. Secondo le stime dell'Osservatorio Facile.it, in un contesto di inflazione elevata, gli aumenti medi potrebbero essere di 96 euro, ovvero del 15%.
Cosa succede ai tassi dei mutui con la guerra
Nonostante la BCE abbia deciso di lasciare invariati i tassi di riferimento, l'aumento dell'Euribor a tre mesi ha provocato un rincaro dei finanziamenti a tasso variabile (un rincaro di circa sei euro ad aprile). Un rincaro che non potrebbe essere l'ultimo.
Un'immagine confermata anche dall'analisi di idealista.it/news. Secondo Juan Villén, direttore generale di idealista/mutui “La mancanza di cambiamenti immediati da parte della BCE non deve portarci a conclusioni errate: la guerra in Medio Oriente ha cambiato radicalmente lo scenario previsto per quest’anno, aggiungendo un chiaro rischio inflazionistico che potrebbe portare a rialzi dei tassi nelle prossime riunioni. Lo stiamo già vedendo nell’aumento degli swap (IRS) e nelle revisioni al rialzo delle offerte di mutui da parte di alcune banche, il che rappresenta una cattiva notizia per i consumatori”.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account