La Banca Centrale Europea (BCE) ha tenuto la sua seconda riunione dell’anno in un clima di massima incertezza: è la prima volta che il Consiglio direttivo della principale autorità monetaria e finanziaria dell’eurozona si riunisce con la guerra in Medio Oriente come sfondo. Il Consiglio Direttivo il 19 marzo 2026 ha deciso di lasciare il costo del denaro ai livelli di giugno, ovvero tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Le prospettive per i mutui casa sono tuttavia per un rialzo della rata: vediamo gli effetti dei tassi Bce sui mutui oggi.
Decisione Bce: attenzione allo scenario geopolitico
La Bce ha mantenuto invariati i tassi di interesse, ma tiene sotto stretto monitoraggio quanto avviene in Medio Oriente. "La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, - fa sapere la nota della Bce, - generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia".
Previsioni Bce sull'inflazione
Il parere sull'inflazione nell'eurozona è confortante, essendo essa intorno al famoso 2% con buone capacità di tenuta dell'economia, tuttavia le prospettive, ancora una volta, dovranno essere rivalutate a seconda dell'impatto del conflitto.
"Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, sono le previsioni sull'inflazione degli analisti della Bce. - Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell’incremento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,3% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche tali valori sono più elevati rispetto alle proiezioni di dicembre, principalmente per effetto dei rincari dei beni energetici che si trasmettono all’inflazione al netto di energia e alimentari. I nostri esperti si attendono una crescita economica pari in media allo 0,9% nel 2026, all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso, in particolare per il 2026, derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia. Al tempo stesso, il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, la spesa pubblica per difesa e infrastrutture dovrebbero continuare a sostenere la crescita".
Tassi Bce oggi invariati, gli effetti sui mutui
Le tensioni geopolitiche potrebbero accelerare l’aumento del costo delle offerte di mutui, con rate in aumento già da questo mese, dopo il rialzo dell’Euribor nelle ultime settimane. Si tratta di cattive notizie per i consumatori, che si aggiungono a un problema ancora più grande: il livello già elevato dei prezzi delle abitazioni e i futuri aumenti previsti.
Previsioni per i mutui nel 2026
Sul fronte dei mutui, gli esperti avvertono di un possibile peggioramento delle condizioni per i mutui casa. Il conflitto bellico e la possibilità che l’inflazione salga costringendo la BCE ad aumentare i tassi hanno infatti messo fine alla fase di stabilità in cui il mercato sembrava essersi assestato.
“La mancanza di cambiamenti immediati da parte della BCE non deve portarci a conclusioni errate: la guerra in Medio Oriente ha cambiato radicalmente lo scenario previsto per quest’anno, aggiungendo un chiaro rischio inflazionistico che potrebbe portare a rialzi dei tassi nelle prossime riunioni. Lo stiamo già vedendo nell’aumento degli swap (IRS) e nelle revisioni al rialzo delle offerte di mutui da parte di alcune banche, il che rappresenta una cattiva notizia per i consumatori”, afferma Juan Villén, direttore generale di idealista/mutui.
Andamento dell'Euribor oggi
L’Euribor a 3 mesi, riferimento per i mutui a tasso variabile in Italia, mostra a marzo una crescita mensile di circa un decimo di punto in un mese, indicando possibili revisioni al rialzo delle rate. La maggior parte delle banche ha poi approfittato delle prime settimane dell’anno per aumentare i tassi delle offerte commercializzate, una tendenza che molto probabilmente continuerà.
Tassi BCE e mutui: cosa cambia per rata, fisso e variabile
Secondo il comparatore di idealista/mutui, un mutuo ventennale da 200 mila euro a tasso fisso attualmente hanno un tasso medio del 2,85 per cento, mentre il variabile scende al 2,30 per cento. Ma queste condizioni potrebbero cambiare presto. “Poiché è molto probabile che la situazione peggiori, da idealista/mutui consigliamo a chi è in fase attiva di acquisto di una casa di accelerare l’ottenimento delle offerte dalle banche, perché una differenza di giorni o settimane può comportare un risparmio significativo”, avverte Juan Villén. Per chi ha mutui variabili o misti in scadenza, il consiglio è chiaro: “Dovrebbero fare i conti e valutare se conviene proteggersi da un possibile aumento dei tassi che renderebbe il mutuo più costoso”.
I commenti degli esperti sulla Bce
La decisione non ha sorpreso i mercati, che ritengono sia ancora presto per cambiare la strategia monetaria e aumentare i tassi per contenere una possibile impennata dell’inflazione dovuta al rincaro dell’energia o a eventuali problemi nei trasporti e nel commercio. Secondo analisti ed economisti, un rialzo sarebbe giustificato solo se la guerra dovesse protrarsi nel tempo, perdendo il suo carattere temporaneo e causando un forte aumento dei prezzi.
Improbabile un inasprimento della politica monetaria
"La prossima mossa della BCE sarà probabilmente un rialzo dei tassi, alla luce dello shock sui prezzi dell’energia - commenta Simon Dangoor di Goldman Sachs Asset Management, - tuttavia, un inasprimento nel breve termine appare poco probabile, a meno che tali pressioni non si rivelino persistenti. Il Consiglio direttivo è chiaramente sensibile ai rischi al rialzo per l’inflazione, ma probabilmente cercherà di valutare i potenziali effetti secondari prima di intervenire. È quindi possibile un aumento dei tassi nel corso del 2026; tuttavia, la BCE è pronta ad agire prima qualora la situazione dovesse peggiorare".
Calendario delle riunioni della BCE nel 2026
Il Consiglio direttivo della BCE si riunisce circa ogni sei settimane. Queste sono le date già fissate nel calendario ufficiale in cui annuncerà le sue decisioni di politica monetaria:
• 30 aprile 2026
• 11 giugno 2026
• 23 luglio 2026
• 10 settembre 2026
• 29 ottobre 2026
• 17 dicembre 2026
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