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Sí alla vendita di immobili pubblici, no alla patrimoniale

Autore: Redazione

Tremonti ci prova, ma berlusconi non cede. Appoggiato anche dalla lega il ministro dell'economia ha provato a convincere il consiglio dei ministri dell'urgenza di un'imposta patrimoniale per attaccare il debito pubblico italiano. Ma la proposta è stata nuovamente fermata da berlusconi. Sì invece alla dismissione del patrimonio immobiliare dello stato

È finito a tarda sera il consiglio dei ministri che avrebbe dovuto produrre un piano shock contro la crisi, ma che, in pratica, non ha prodotto se non altri impegni a impegnarsi. Nel pomeriggio il presidente napolitano aveva convocato tutti i capigruppo dei partiti che siedono in parlamento, chiedendo responsabilità e rapidità

Oggi, durante il g20, berlusconi presenterà la promessa di un maxiemendamento, mentre tutti si aspettavano un decreto legge d'urgenza che mettesse subito in atto le misure chieste nella lettera della banca centrale, e che il nostro paese ha affermato di condividere

Ma tra il dire e il fare, di fatto, siamo ancora alla fase delle promesse. La famosa dismissione degli immobili pubblici non è infatti un'operazione semplice e nel governo lo sanno bene. Molti degli immobili in questione non sono neanche accatastati e per definire una corretta valorizzazione saranno necessari mesi. Altrimenti si rischia di fare un pasticcio e di svendere tutto al primo furbo che passa

L'ipotesi più brobabile è quella di costituire una società veicolo, probabilmente una spa, nella quale far confluire gli immobili già in uso alle amministrazioni governative, da collocare sul mercato. L'obiettivo è quello di recuperare 60 miliardi di euro, ossia una cifra superiore alla manovra economica

Oggi i mercati, le borse, l'europa e il presidente della repubblica diranno la loro