Notizie su mercato immobiliare ed economia

Regime forfettario 2019, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle regole per l’accesso

Autore: Redazione

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario fornite durante Telefisco 2019.

Confermata la rigidità sui termini per la cessione delle quote che ostacolano l’ingresso al regime forfettario. A sottolinearlo nel corso di Telefisco 2019 l’Agenzia delle Entrate. Niente proroga dunque dei tempi per rinunciare alle quote rappresentanti causa ostativa all’adesione al regime agevolato.

Chi l’anno scorso ha operato applicando un regime diverso e ora ha intenzione di passare al forfettario, avendone i requisiti non ha più il vincolo – in seguito alle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio – di restare per tre anni consecutivi nello stesso regime.

L’accesso al regime forfettario con tassazione agevolata del 15% fino a 65.000 euro di ricavi presenta due limiti. L’accesso, nel dettaglio, è vietato:

  • per chi controlla direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;

  • per chi percepisce compensi che provengono prevalentemente da datori di lavoro dipendente o assimilati, con cui si è avuto un rapporto di lavoro nei due anni precedenti.

Per quanto riguarda la cessione delle quote di una Srl, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che per il 2019 può avere accesso al regime forfettario solo chi ha rinunciato alle quote in eccesso entro il 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda il vincolo triennale per chi si trova in regime di contabilità semplificata o ordinaria e vuole accedere al forfettario nel 2019, esso cade come confermato dall’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda che dal 2019 il regime Iva forfettario sostituisce i precedenti regimi agevolati, introducendo una tassazione al 15% per imprese e professionisti che raggiungano ricavi inferiori a 65mila euro per cassa o per competenza, secondo il regime adottato. Nel computo della soglia di accesso (entro i 65mila euro) vanno considerati anche i proventi percepiti al di fuori dall’Iva.