La presentazione della dichiarazione dei redditi viene solitamente effettuata con l’indicazione di un sostituto di imposta. Si tratta, in pratica, del datore di lavoro o dell’ente pensionistico, che si occuperà dei conguagli fiscali, ossia dell’accredito o dell’addebito risultante dalla dichiarazione.
C‘è anche la possibilità di presentare il modello 730 senza sostituto, una soluzione sempre più utilizzata da una particolare tipologia di contribuenti. Chi può inviare il 730 senza sostituto e in quali casi conviene davvero questa scelta? È importante capire cosa succede se si indica “nessun sostituto d’imposta” e quali sono le implicazioni sui tempi di rimborso o pagamento delle imposte.
Chi può presentare il 730 senza sostituto?
Ogni anno milioni di contribuenti italiani presentano il modello 730 per dichiarare i redditi e ottenere eventuali rimborsi fiscali. Nella maggior parte dei casi, il conguaglio, a credito o a debito, viene gestito direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, che agisce come sostituto d’imposta.
C’è anche chi può presentare il 730 senza sostituto, come ad esempio chi ha situazioni lavorative discontinue o particolari. Si tratta, in particolare, dei contribuenti che, al momento della dichiarazione, non hanno un datore di lavoro o un ente pensionistico tenuto a effettuare i conguagli fiscali:
- lavoratori disoccupati;
- lavoratori con contratto cessato prima della presentazione del 730, per i quali possono sorgere criticità legate al diniego del modello;
- collaboratori occasionali;
- contribuenti con redditi diversi senza sostituto;
- chi percepisce redditi esteri o particolari tipologie di reddito.
A chi si chiede se posso fare il 730 senza sostituto anche se ho il sostituto, si può rispondere affermativamente, visto che anche chi ha un datore di lavoro può scegliere di non indicarlo come sostituto, optando volontariamente per il 730 senza sostituto. Questa opzione, possibile dal 2024, è valida anche per i non titolari di Partita IVA che hanno esclusivamente redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e assimilati, come i redditi di terreni e/o fabbricati. Inoltre, a partire dal 2020, l’uso del 730 senza sostituto di imposta è possibile anche per gli eredi che devono presentare la dichiarazione per conto della persona deceduta.
Cosa succede se si sceglie nessun sostituto d'imposta?
Quando si compila la dichiarazione dei redditi, con un’attenzione particolare alle istruzioni su come e quando presentare il modello 730/2026, si può decidere di barrare la casella “730 senza sostituto” e ciò di solito avviene in assenza di quest’ultimo, oppure perché, pur in presenza dello stesso, si sceglie di avvalersi di questa opzione. Cosa succede quando si sceglie nessun sostituto d’imposta? Molto dipende dal risultato della dichiarazione, cioè se è a credito o a debito.
Se dal modello 730 senza sostituto di imposta emerge un rimborso, questo non verrà erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo significa che i tempi di rimborso sono generalmente più lunghi e il pagamento avviene tramite bonifico o accredito su conto corrente indicato dal contribuente.
Se invece, il modello 730 senza sostituto di imposta è a debito, allora il contribuente dovrà pagare le imposte dovute autonomamente tramite modello F24. Di conseguenza non ci sarà trattenuta automatica in busta paga e si dovranno rispettare le scadenze previste per il pagamento.
Quando paga AdE il rimborso 730 senza sostituto?
A differenza del 730 con sostituto, in cui il rimborso arriva direttamente in busta paga già nei mesi estivi, nel caso in cui la dichiarazione dei redditi si presenti senza sostituto i tempi sono più lunghi, visto che a liquidare le somme è l’Agenzia delle Entrate. Quando viene pagato il rimborso 730 senza sostituto?
Di solito i rimborsi iniziano ad arrivare a dicembre, almeno a quanti hanno un credito IRPEF inferiore a 4.000 euro, ma in alcuni casi possono slittare anche all’anno successivo. I tempi di rimborso del 730 senza sostituto dipendono dall’entità della somma a credito, visto che sopra i 4.000 euro di solito si rallenta il pagamento, ma anche dai controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate.
Se il rimborso è particolarmente elevato o se la dichiarazione presenta elementi che richiedono verifiche, per via ad esempio di anomalie o elementi di incoerenza, il Fisco può sospendere temporaneamente la liquidazione del credito spettante al contribuente per effettuare dei controlli preventivi. Questo può allungare ulteriormente i tempi, mentre per velocizzare il rimborso è fondamentale indicare correttamente il proprio IBAN nella dichiarazione o nel proprio cassetto fiscale.
Come farsi rimborsare il 730 senza sostituto?
Per ottenere il rimborso del 730 senza sostituto è necessario seguire alcuni passaggi, inviando in primis all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi, e ciò può essere fatto tramite CAF o professionista abilitato, oppure tramite il 730 precompilato online, avendo cura in tutti i casi di spuntare la casella “730 senza sostituto”.
Per ricevere il rimborso in modo rapido, è fondamentale comunicare il proprio IBAN all’Agenzia delle Entrate. In mancanza di questo dato, infatti, le somme spettanti possono essere liquidate tramite assegno, ma i tempi si allungano sensibilmente. Il rimborso, quindi, avviene tramite accredito diretto sul conto corrente del contribuente, oppure tramite altre modalità in assenza di IBAN.
Se il rimborso del 730 senza sostituto non arriva, è consigliabile prima verificare che sia trascorso un certo tempo dalla richiesta, ricordando che di solito l’erogazione avviene nel mese di dicembre, con possibilità di slittamento anche ai primi mesi dell’anno successivo.
In secondo luogo, si può verificare il rimborso del 730 nel cassetto fiscale, controllando lo stato del pagamento ed eventuali comunicazioni o richieste di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quando è trascorso troppo tempo, ad esempio più di 12 mesi, allora è consigliabile contattare l’Agenzia delle Entrate o rivolgersi al CAF/professionista abilitato.








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