Aggiornamento rendita catastale dopo il superbonus, i dati del Documento di finanza pubblica 2026

Da regolarizzare circa 1.550 immobili su 3.500
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Si torna a parlare dell’aggiornamento della rendita catastale dopo gli interventi con il superbonus. L’occasione è data dall’approvazione, avvenuta mercoledì 22 aprile, del Documento di finanza pubblica 2026 da parte del Consiglio dei ministri. Secondo quanto emerso, al 31 dicembre 2025 risultano conclusi circa 3.500 pre-controlli con i quali è stata verificata: l’avvenuta regolarizzazione per circa 1.050 immobili, l’insussistenza dell’obbligo dichiarativo per circa 900 immobili e la necessità di regolarizzazione per circa 1.550 immobili.

Variazione catastale dopo il superbonus: i dati del Documento di finanza pubblica 2026

Il Documento di finanza pubblica 2026 parla chiaro: al 31 dicembre 2025 sono stati regolarizzati circa 1.050 immobili su 3.500, circa 1.550 risultano ancora da regolarizzare. I numeri arrivano in seguito all’invio delle lettere di compliance con le quali i soggetti intestatari di immobili, oggetto di interventi di edilizia agevolata, sono stati invitati a verificare sia la corretta attribuzione della rendita catastale ai propri immobili, sia l’eventuale necessità di presentazione di una nuova dichiarazione catastale per regolarizzare il classamento a seguito degli interventi eseguiti.

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Il Documento di finanza pubblica 2026 ha però evidenziato anche altri dati. Nel corso del 2025 sono state presentate spontaneamente dichiarazioni di variazione per un numero complessivo di immobili – per i quali sono stati fruiti bonus edilizi – pari a circa 70.000, con un incremento del 25 per cento rispetto all’anno precedente.

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Aggiornamento catastale dopo il 110, quali sono le regole

La legge di Bilancio 2024, all’articolo 1, comma 86, ha disposto che l’Agenzia delle Entrate verifichi, in relazione alle unità immobiliari oggetto degli interventi agevolati dal superbonus, la presentazione delle dichiarazioni di variazione dello stato dei beni anche ai fini di eventuali effetti sulle rendite dell’immobile presenti in atti del catasto dei fabbricati.

L’aggiornamento catastale deve avvenire entro 30 giorni dalla fine lavori per gli immobili che hanno fruito del 110, se gli interventi hanno modificato la rendita. In particolare, se c’è stato un incremento della rendita catastale superiore al 15%.

Nel Documento di finanza pubblica 2026 è stato specificato che, “con riferimento all’obiettivo fissato alla fine del 2028 – che prevede l’aggiornamento dei valori catastali per gli edifici che sono stati sottoposti a interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici – nel corso del 2025 è stata avviata la campagna di comunicazione (lettere di compliance) con la quale i soggetti intestatari di immobili, oggetto di interventi di edilizia agevolata, sono stati invitati a verificare sia la corretta attribuzione della rendita catastale ai propri immobili, sia l’eventuale necessità di presentazione di una nuova dichiarazione catastale per regolarizzare il classamento a seguito degli interventi eseguiti”.

L’Agenzia delle Entrate ha avviato un’attività di verifica che ha riguardato immobili censiti al Catasto dei Fabbricati per i quali la tipologia di intervento dichiarata nella “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica” faceva presupporre una corrispondente variazione della redditività degli immobili stessi, da cui sarebbe scaturito l’obbligo di presentazione degli atti di aggiornamento catastale.

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Ad aprile 2025 sono state inviate le prime lettere di compliance, che hanno interessato circa 3.300 entità urbane dello stock censite nel gruppo di categorie F (unità in corso di costruzione o di definizione), prive di rendita catastale. A queste comunicazioni è seguito, nel mese di ottobre 2025, un secondo invio di circa 12.000 comunicazioni, che ha interessato unità immobiliari urbane censite nei restanti gruppi di categorie. Per quest’ultime il criterio di selezione nello stock è stato il maggior rapporto tra l’importo complessivo del bonus edilizio fruito e il valore catastale dell’immobile.

Il Documento di finanza pubblica 2026 ha quindi sottolineato che in seguito all’invio delle suddette comunicazioni e delle risposte pervenute dai contribuenti, sono stati avviati una serie di pre-controlli sugli immobili a cui facevano riferimento le comunicazioni. Al 31 dicembre 2025 risultano conclusi circa 3.500 pre-controlli con i quali è stata verificata: l’avvenuta regolarizzazione per circa 1.050 immobili, l’insussistenza dell’obbligo dichiarativo per circa 900 immobili e la necessità di regolarizzazione per circa 1.550 immobili.

Dal monitoraggio sull’aggiornamento dello stock di immobili interessati da interventi edilizi agevolati condotto dall’Agenzia delle Entrate, per valutare l’impatto prodotto dall’informazione mediatica della campagna di invito alla compliance catastale, è poi emerso che nel corso del 2025 sono state presentate spontaneamente dichiarazioni di variazione per un numero complessivo di immobili – per i quali sono stati fruiti bonus edilizi – pari a circa 70.000, con un incremento del 25 per cento rispetto all’anno precedente.

Comunicazione di compliance: cosa contiene e cosa fare

Il contenuto delle lettere di compliance è il seguente:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • identificativo catastale dell’immobile indicato dal contribuente nella comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica ai sensi degli articoli 119 e 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, come modificati dalla legge n. 234 del 2021;
  • invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione tramite il servizio “Consegna documenti e istanze” disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui il contribuente ravvisi inesattezze nei dati in possesso dell’Agenzia o intenda comunque fornire elementi in grado di giustificare la presunta anomalia.

Quali sono le sanzioni per il mancato aggiornamento catastale dopo il superbonus?

Il mancato aggiornamento catastale dopo interventi edilizi sugli immobili legati al superbonus può comportare delle sanzioni amministrative, che vanno da 1.032 a 8.264 euro per unità immobiliare.

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