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Pos obbligatorio, in pochi si sono adeguati. Ecco come favorire i pagamenti elettronici

Autore: Redazione

E’ scattato il 30 giugno 2014 l’obbligo per i professionisti (studi medici e professionali, commercianti e artigiani) di accettare i pagamenti con il Pos per importi superiori ai 30 euro, ma a poco più di un anno di distanza ancora sono pochi coloro che hanno deciso di adeguarsi. Secondo un calcolo fatto dal Ministero dello Sviluppo economico, l’onere medio che un esercizio commerciale o un professionista sostiene per dotarsi di un Pos varia da un minimo di 25-60 euro l’anno ad un massimo di 120-180 euro a seconda della tipologia delle apparecchiature prescelte.

Ma come mai la norma viene elusa? Come riportato dalla Repubblica, Sergio Boccadutri, deputato e responsabile per l’innovazione del Pd, ha spiegato: “Molti non sanno che le frodi rappresentano lo 0,022% delle transazioni in Italia, un dato inferiore alle media Sepa che è allo 0,039%, eppure tanti hanno ancora paura di essere in qualche modo raggirati. Poi c'è il grande terrore di perdere il controllo della grande spesa, ma oggi si può controllare tutto via internet. Dovremmo fare di più a livello di comunicazione, servono delle pubblicità progresso. Oggi la spinta all'utilizzo della carta di credito è visto solo in un’ottica di lotta all’evasione fiscale, in realtà sarebbe in grado di attivare tante economie di scale facendo risparmiare tutti”.

In una proposta di legge, Boccadruti ha suggerito “la limitazione dell’uso del contante e la promozione dell’impiego di strumenti di pagamento elettronici, anche attraverso un sistema di detrazioni per i pagamenti elettronici, magari come funziona per le spese medica fissando una franchigia minima”. Il responsabile per l’innovazione del Pd ha però fatto sapere di restare contrario alle sanzioni punitive e ha detto: “Se l’85% dei pagamenti avviene ancora in contanti la questione è puramente culturale”.

In un prossimo futuro si pagherà sempre di più tramite i cellulari? Boccadruti ha concluso affermando: “La svolta per i micropagamenti potrebbe arrivare dal telefonini. Circa il 90% delle sim in circolazione è ricaricabile e gli italiani si fidano del cellulare”.