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È il giorno del quantitative easing di draghi: cinque questioni ancora aperte sullo strumento che salverà (?) l'eurozona

Autore: Redazione

Occhi puntati sulla bce e sul suo presidente mario draghi, sul punto di varare il quantitative easing, un piano di acquisto di bond da 50 miliardi al mese fino al 2016, mirato a far risalire l'inflazione e rilanciare domanda e crescita. Ma ci sono questioni ancora aperte che preoccupano analisti e non

1) le dimensioni dell'operazione - sebbene gli analisti prevedessero un piano di 550 miliardi, le ultime indiscrezioni parlano di un potenziale di 1100 miliardi, praticamente il doppio del previsto

2) quando partirà il piano - i mercati si chiedono quando partirà il piano di acquisti e quale sarà la frequenza degli stessi. Inoltre se avrà una data di scadenza o se si proseguirà ad oltranza fino a raggiungere un'inflazione del 2%

3) cosa verrà acquistato e in quali proporzioni - si acquisteranno solo titoli di stato o anche altri strumenti finanziari come titoli di enti sovranazionali o corporate bond? inoltre ci si chiede come verranno ripartiti gli acquisti, se in base al peso di ogni stato nella bce (capital key) o in base al peso dei titoli di stato in circolazione

4) chi si assumerà i rischi deegli acquisti - il rischio dell'acquisto dei titoli di stato finirà nella grande pancia della bce o resterà in capo alle banche centrali dei singoli stati?

5) qualcuno rimarrà fuori dagli acquisti? l'ultima questione ancora aperta riguarda la possibilità che alcuni stati rimangano esclusi dall'acquisto. Stati come la grecia o cipro, due paesi che hanno un rating "junk" sui titoli di stato. Anche perché sul paese ellenico pesa l'incognita elezioni