Nel 2017 i nuovi capitali a disposizione degli investimenti immobiliari globali ammonta a 435 miliardi di dollari. Lo ha reso noto Cushman & Wakefield, sottolineando che il valore è in calo del 2% rispetto al 2016, segnando il primo decremento dal 2011, ma anche che si tratta del secondo importo più alto registrato nello stesso periodo, “che riflette l’eccezionale incremento di capitali che puntano sul settore immobiliare”.
Il rapporto ha evidenziato che i capitali diretti verso l’area Emea sono diminuiti del 9%, attestandosi sui 130 miliardi di dollari, mentre le Americhe sono cresciute del 2% con 173 miliardi di dollari e l’Asia ha registrato un incremento marginale con 132 miliardi di dollari.
Da Cushman & Wakefield hanno fatto sapere che per il 2017 si attendono da parte degli investitori particolare attenzione nella ricerca di opportunità interessanti e nell’investimento di capitali, ma se “la strategia focalizzata sugli asset core resta altamente attrattiva, in molti mercati chiave la domanda tende a superare l’offerta, generando una riduzione dei rendimenti”.
Ma qual è l’interesse degli investitori per l’Italia? L’interesse è sempre forte, comincia però a scarseggiare il prodotto ricercato, ossia asset core in centro. I mercati secondari faticano ancora a suscitare interesse. Fatta eccezione per Roma, dove a quanto pare il mercato secondario è tornato vivace.
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