La transazione che ha portato Villa Certosa fuori dalla famiglia Berlusconi si annuncia come una delle operazioni immobiliari più rilevanti dell'anno per singolo asset. La storica residenza di Porto Rotondo, affacciata sul golfo di Marinella nel cuore della Gallura, è passata di mano per una cifra stimata tra i 300 e i 350 milioni di euro — una valutazione ben al di sotto dei 500 milioni inizialmente ipotizzati. L'acquirente, riconducibile all'emiro del Qatar, potrebbe trasformare l'iconica villa in un resort di lusso.
Un'icona del jet set internazionale
Acquistata negli anni Ottanta, Villa Certosa è stata per decenni molto più di una residenza di villeggiatura. Silvio Berlusconi la trasformò in un teatro di incontri politici di primo piano a livello mondiale: tra gli ospiti che ne attraversarono i cancelli figurano George W. Bush, Tony Blair e Vladimir Putin, facendo della proprietà un luogo simbolico nella storia della diplomazia informale degli anni Duemila. La configurazione della villa riflette questa vocazione rappresentativa: oltre agli spazi residenziali, la proprietà comprende strutture per l'ospitalità, aree benessere, spazi sportivi e per l'intrattenimento, il tutto inserito in un contesto paesaggistico studiato appositamente per amplificare l'effetto scenografico del sito.
Il Qatar consolida il suo impero sardo
A rilevare l'asset è Al Mirqab Group, società riconducibile alla galassia di investimenti dell'emiro Tamim bin Hamad Al-Thani, sovrano del Qatar dal 2013. L'operazione è stata condotta attraverso Constellation Hotels Holding, veicolo lussemburghese già utilizzato per altri investimenti immobiliari del fondo qatariota, il che lascia supporre una possibile trasformazione della proprietà in un resort di lusso multifunzionale, data anche la struttura poliedrica dell'asset.
Non si tratta di un esordio in Sardegna per gli Al-Thani: attraverso Smeralda Holding, l'emiro controlla già i cinque alberghi più esclusivi della Costa Smeralda — il Cala di Volpe, il Romazzino, il Pitrizza, l'Hotel Cervo e il Liscia di Vacca — acquisiti nel 2012 da Colony Capital per circa 600 milioni di euro. A questi si sta per aggiungere un nuovo indirizzo lifestyle ricavato dall'ex Cervo Tennis Club. Villa Certosa diventa dunque l'ultimo tassello di un portafoglio che fa del Qatar il principale landlord del turismo di lusso in Gallura.
Al Mirqab, lo stesso soggetto di via Montenapoleone
Il nome di Al Mirqab Group era già comparso di recente sulle pagine della cronaca immobiliare italiana in tutt'altro contesto. Il gruppo qatariota aveva infatti partecipato, con una quota dell'80%, all'operazione che ha visto il cambio di mano dell'immobile di via Montenapoleone 8 a Milano — nel cuore del Quadrilatero della Moda — insieme al gruppo francese Kering, titolare del restante 20%. Una doppia presenza, tra la moda milanese e il lusso sardo, che testimonia la sistematicità con cui gli investitori mediorientali stanno consolidando posizioni nei segmenti più esclusivi del real estate italiano.
La due diligence tecnica: un'operazione ad alta complessità
Sul fronte professionale, la transazione ha visto il coinvolgimento di Arcadis in qualità di advisor per la technical due diligence. La società, leader globale nella consulenza e nell'ingegneria per l'ambiente costruito, ha fornito un supporto multidisciplinare che ha integrato competenze tecniche, di cost management, sostenibilità ed ESG. Un approccio che rispecchia la complessità intrinseca di un asset come Villa Certosa: non un immobile standard, ma una proprietà articolata in funzioni diverse — residenziale, ricettiva, sportiva, paesaggistica — che richiede strumenti di analisi capaci di valutarne il valore reale al di là della semplice stima di mercato. L'incarico si inserisce nella strategia di Arcadis di rafforzare la propria presenza nel segmento degli asset di pregio, a supporto di investitori e operatori lungo l'intero ciclo di vita degli immobili nei settori real estate, hospitality e luxury asset.
Un segnale per il mercato del lusso italiano
Al di là dei dettagli della singola transazione, la vendita di Villa Certosa manda un segnale preciso al mercato. Gli investitori del Golfo continuano a guardare all'Italia — e alla Sardegna in particolare — come a una destinazione privilegiata per il capital deployment nel segmento ultra-premium, con una preferenza per asset che combinino valore storico, rarità dell'offerta e potenziale di valorizzazione nel tempo. In un contesto in cui le grandi proprietà costiere di pregio scarseggiano e la domanda internazionale rimane robusta, operazioni di questa portata contribuiscono a ridefinire verso l'alto i parametri di riferimento dell'intero mercato del lusso immobiliare italiano.







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