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Grecia, chi crede al contagio e chi no

Autore: Redazione

Il potenziale contagio dei rischi di debito sovrano al sistema bancario potrebbe diffondersi ad altri paesi come portogallo, spagna, Italia, irlanda e gran bretagna. Questa è la posizione di moody's investors service contenuta nella prima parte del commento "sovereign contagion risk". Alle dichiarazioni dell'agenzia di analisisi la banca d'Italia ha replicato negando l'effetto contagio. "Il sistema italiano è robusto" ha infatti dichiarato il presidente draghi, valutazione condivisa non solo dal ministro dell'economia Giulio tremonti, ma anche dall'agenzia di rating fitch

Il presidente del consiglio silvio berlusconi si è detto sconcertato e ha espresso il suo disappunto per le difficoltà che le valutazioni delle agenzie di rating stanno creando ai paesi europei nel suo discorso di insediamento ad interim al ministero dello sviluppo economico. Ha poi spiegato di essere al lavoro "con gli altri capi di governo affinché vengano introdotte regole che impediscano alle società di rating di fare comunicazioni che possano portare danno"

L'agenzia di rating moody's, in realtà, riconosce che le banche di questi paesi hanno di fronte diverse sfide di diverso livello ma avverte che "il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti". "L'Italia è uno dei paesi dove il sistema bancario è stato sino a oggi relativamente robusto", ma c'è comunque un rischio di contagio se "le pressioni dei mercati sui rating sovrani aumenteranno'', afferma Moody's

Di parere opposto un'altra agenzia di rating, fitch, che obietta che l'Italia non ha alcun rischio di contagio: "il rating della nostra agenzia sul debito sovrano italiano -spiega Christian scarafia, senior director nel gruppo financial institutions di fitch Italia - è di "aa-", con un andamento stabile per il prossimo futuro". Secondo fitch "le banche italiane hanno saputo reagire bene, grazie soprattutto ad un modello di business tradizionale basato principalmente sulla raccolta tra la clientela". E tuttavia, conclude scarafia, il 2010 non sarà facile, la ripresa sarà lenta e le banche avranno altre importanti sfide da affrontare"

La Bce ha invece dichiarato di non aver "discusso l'opzione" di acquistare i titoli di stato europei, e "non abbiamo mai discusso in alcun modo un'ipotesi di procedura di default di stati di eurolandia": anche dal presidente della bce jean-cLaude trichet arriva una rassicurazione, che riguarda tutti i paesi dell'area euro, portogallo compreso. "Grecia e portogallo non sono nella stessa barca", sottolinea in particolare trichet, aggiungendo che "ovviamente ci aspettiamo che tutti i paesi facciano gli aggiustamenti richiesti" sul piano dei conti pubblici. Il presidente della Bce ha ribadito che "un default della Grecia è fuori questione"

La Bce ha lasciato invariati i tassi d'interesse, e trichet ha spiegato che il livello dei tassi d'interesse europei resta "appropriato", e le aspettative di inflazione "restano ben ancorate", il che fa pensare che non ci saranno ritocchi al rialzo, quantomeno nel breve periodo. Trichet ha anche risposto alla domanda di un giornalista sulla creazione di un'agenzia di rating europeo (che contrasti le contestate moody's, s&p e fitch): "é una questione che resta aperta ma non solo in europa. Come in qualsiasi settore più concorrenza c'è, meglio è"

Intanto con una lettera congiunta, la cancelliera tedesca merkel e il presidente francese sarkozy chiedono di difendere la zona euro che rischia di essere messa in pericolo dalla minaccia di un allargamento della crisi greca a portogallo e spagna. Berlino e parigi chiedono anche "sanzioni più efficacì per gestire crisi come quella della grecia" e regole più rigide per la governance economica europea