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Licenziamento per scarso rendimento, quando è possibile

Autore: Redazione

Il licenziamento per scarso rendimento dipende, nella gran parte dei casi, dal comportamento colpevole del lavoratore e quindi viene fatto rientrare nel concetto di licenziamento per giustificato motivo soggettivo. Ma in alcuni casi può dipendere dalla perdita di interesse dell’azienda alla prestazione del dipendente, in tal caso viene fatto rientrare nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Quando il licenziamento per scarso rendimento dipende dal lavoratore, esso deve trovare fondamento in una condotta gravemente colpevole di quest’ultimo, ossia l’aver questi tenuto un impegno scarso. Prima però di poter procedere al licenziamento, l’azienda deve invitare il dipendente a migliorare il proprio rendimento inviandogli una lettera di contestazione.

Per potersi procedere a licenziamento per scarso rendimento è necessario che il datore valuti anche il grado di diligenza richiesto dalla prestazione (tanto più è complessa, tanto più la scelta del licenziamento deve essere ponderata) e quello usato dal lavoratore nonché l’incidenza dell’organizzazione d’impresa.

C’è poi il problema del licenziamento per scarso rendimento in caso di ripetute sanzioni disciplinari. Di recente, la Cassazione ha ritenuto che anche 22 sanzioni disciplinari non bastano a parlare di scarso rendimento, è necessario infatti non solo il comportamento colpevole in sé per sé, ma anche il danno all’azienda e la rilevante incidenza di quest’ultimo rispetto alla produzione.

L’azienda deve quindi provare che il lavoratore ha lasciato inadempiuta in modo notevole la prestazione di lavoro; il dipendente che voglia giustificarsi dovrà dimostrare che ciò è dipeso da causa a lui non imputabile.

Lo scarso rendimento può dipendere anche da circostanze indipendenti dalla colpa del lavoratore, ma che comunque determinano il venir meno dell’interesse dell’azienda alla prestazione lavorativa. In tal caso si parla di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. E’ il caso, ad esempio, di reiterate assenze per malattia di un lavoratore che rendano lo svolgimento delle sue mansioni oggettivamente impossibile, ripercuotendosi sull’organizzazione dell’impresa o inidoneità del lavoratore allo svolgimento dei compiti affidatigli per mancanza delle capacità e della preparazione necessarie.