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Quota 100, quali sono i contributi utili da considerare

Autore: Redazione

Sono giorni caldi per le pensioni Quota 100. Il 29 gennaio l’Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni applicative e alla fine della giornata del 30 gennaio sono state registrate oltre 5.500 domande per l’accesso alla pensione anticipata. Ma quali sono i contributi utili per Quota 100?

Con Quota 100 è possibile andare in pensione anticipata a 62 anni di età e avendo maturato 38 anni di contributi. Ma cosa si intende per contributi utili? Presto detto. Per contributi utili si intende la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo in favore dell’interessato come specificato nel decreto stesso.

Chi risulta iscritto a due gestioni previdenziali Inps può cumulare gratuitamente i contributi accreditati per raggiungere i 38 anni di contribuzione richiesta. Diversa è la situazione di chi è iscritto anche a una cassa professionale, in questo caso l’unico modo per riunire i contributi è quello della ricongiunzione.

In merito ai contributi figurativi, ossia quelli versati dall’Inps senza alcun onere per l’interessato nei periodi in cui questo non ha potuto svolgere la normale attività lavorativa (come durante il congedo di maternità), dovrebbe continuare a valere quanto stabilito dalla Legge 153/1969. Secondo tale Legge, solo nel caso dei dipendenti privati, ai fini del raggiungimento della pensione almeno 35 anni di contribuzione deve essere raggiunta al netto dei contributi accreditati durante la malattia o la disoccupazione ordinaria.

Per Quota 100, dunque, varranno i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto o volontari. Attenzione però. Per i beneficiari di Quota 100 non si applica quanto previsto dalla nuova pace contributiva e dal riscatto agevolato della laurea. La nuova pace contributiva è infatti riservata a coloro che non hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, mentre il riscatto agevolato della laurea è riservato agli under 45.