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Agenti immobiliari tra digitale e mondo fisico: il nuovo equilibrio del mestiere dopo il covid

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Autore: floriana liuni

La pandemia da covid-19 ha impresso al settore immobiliare e al mestiere di agente immobiliare una spinta all’evoluzione digitale che per realizzarsi normalmente avrebbe impiegato decenni. Gerardo Paterna, vice presidente di OID, spiega a idealista/news quale sia, secondo l’ultimo Osservatorio Immobiliare Digitale, il futuro della professione. Un futuro che è già presente.

“Non si tratta più di aspettare il futuro, - spiega Paterna. – Il futuro del mestiere di agente immobiliare ormai è già arrivato. L’innovazione è già naturalmente un bisogno indotto dal business, ma se avessimo dovuto attendere la lenta evoluzione verso il digitale ci avremmo senza dubbio messo più tempo. Il covid invece ha dato una bella spinta alla crescita”.

Quali sono stati gli strumenti digitali più utilizzati dagli agenti immobiliari in era covid?

Secondo la nostra survey, che è stata condotta su un campione non statistico di 500 agenti immobiliari, il 92% degli intervistati ha utilizzato il cloud, realizzando un passo significativo verso il superamento del cartaceo.  C’è stata poi una vera corsa all’uso dei video: se nel 2017 erano il 33% gli agenti intervistati che ne facevano uso, oggi sono l’81,6%. Abbiamo poi l’advertising sui social, cresciuto di una decina di punti, e il virtual tour, che nel 2017 era usato solo dal 18% degli intervistati e oggi è salito al 45,3%. Non è tutto: tra gli altri strumenti utilizzati abbiamo la messaggistica, in particolare WhatsApp usato dall’89,3% degli agenti intervistati sia per i messaggi che per le videochiamate insieme a Zoom. Dal punto di vista invece della gestione delle pratiche, firma elettronica e registrazione telematica sono state utilizzate rispettivamente dal 20% e dal 37,6% degli intervistati, mentre l’accesso al sistema di visure e planimetrie on line è usato dal 40% dei nostri intervistati per velocizzare il lavoro anche con le restrizioni.

L’uso di questi strumenti resterà anche dopo il covid tra le abitudini degli agenti immobiliari?

C’è da dire che l’adozione massiccia del digitale è stata una necessità dovuta al bisogno di restare in attività anche con la pandemia. Anche lato cliente la richiesta di poter fare contratti a distanza, visite virtuali e quant’altro è stata una richiesta esplicita per poter continuare a tenere il passo con la ricerca di casa. Quindi questo periodo ha favorito la maturazione del settore verso i digitale e anche gli agenti più recalcitranti si sono dovuti adattare. Che succede però nelle ultime settimane? Che si riscontra un bisogno di tornare al fisico, allo scambio di idee in presenza, non dimenticando gli strumenti adottati ma trovando un nuovo equilibrio tra digitale e mondo offline. Io credo che alcuni strumenti resteranno parte della metodologia degli agenti, integrandosi con i metodi più tradizionali, raggiungendo una nuova maturità per il mestiere. Il brand agenzia deve “tornare a casa”, dando più valore al punto vendita, non solo tramite i social ma anche con la valorizzazione territoriale per creare occasioni di scambio a livello sociale a km zero, creando punti di riferimento sul territorio.

Come evolverà il mestiere dell’agente immobiliare con il digitale nei prossimi anni?

Il futuro, come dicevo, è già oggi: si tratta di continuare questa corsa verso la formazione e l’implementazione digitale dei processi, quindi il mercato diverrà sempre più competitivo.  Il settore conta oltre 46 mila agenti in attività, ma almeno la metà per una ragione o per l’altra non starà al passo. Quelli che si aggiornano costantemente sono intorno ai diecimila; degli altri, pochi sono davvero produttivi. Parliamo in maggioranza di ditte individuali con regime dei minimi, quindi con fatturati tali da non consentire di fare grandi investimenti in innovazione digitale. Questi per forza di cose sono condannati a restare indietro.

Quale futuro quindi per gli agenti che non coglieranno la sfida del digitale?

Chi non è al passo potrebbe adattarsi ad incontrare una domanda che si possa soddisfare anche senza digitale, come mercati più locali, però non è una situazione che può durare, tali mercati sono destinati ad estinguersi. Si tratta di un passaggio generazionale che determina una estinzione fisica di quel tipo di agenzie, così come gli utenti, diventati anziani, non stanno più personalmente sul mercato ma chiedono aiuto ai figli, i quali accedono a modalità digitali. Inoltre i mercati locali troppo piccoli non reggeranno la presenza di troppi agenti, occorrerà cercare altre opportunità di differenziarsi, di espandersi non più su piccoli paesi ma su comprensori, creando reti di territori. E per creare rete il digitale è indispensabile.

Come l’uso dei portali aiuta gli agenti immobiliari?

L’uso del portale è imprescindibile per la visibilità dell’agente immobiliare. Un portale come idealista, che è risultato il preferito della maggioranza dei 500 agenti intervistati nel nostro Osservatorio (il 27,4%), ha come valore aggiunto un buon lavoro di comunicazione, originale ed efficace, presso il cliente finale, ma anche diversi servizi utili al professionista che supportano la visibilità degli annunci, come il laboratorio dati, il virtual tour, il servizio news. Il connubio idealista-Casa.it può poi dare maggiore visibilità agli agenti, fornendo una buona alternativa a sistemi già consolidati.

Cosa accadrà alle agenzie nate già digitali?

Il processo di digitalizzazione riguarda tutto il mercato: ci sono delle agenzie che nascono già digitali, ma tutte le agenzie prima o poi andranno in quella direzione se vorranno stare al passo nell’innovare i processi. La differenza la farà il modo con cui ogni agenzia riuscirà a migliorare l’esperienza degli utenti finali: sarà quello il campo dove si giocherà la concorrenza.