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La bce taglia i tassi allo 0,25%, ecco quali saranno gli effetti sui mutui (tabelle)

Autore: Redazione

Con una decisione che ha sorpreso gli analisti più per la tempistica che per il contenuto, la bce ha deciso l'ulteriore taglio del costo del denaro ora sceso ai minimi storici dello 0,25%. Una decisione che interessa i mutuatari per le ripercussioni su finanziamenti a tasso variabile, ma che potrebbe non avere gli effetti sperati

A calcolare le ripercussioni potenziali della manovra sui tassi dei mutui sono stati adusbef e federconsumatori, secondo i quali il taglio del costo del denaro porterà dei vantaggi solo se e le banche adegueranno il costo del denaro alle variazioni della bce. "Perché le banche sono leste come lepri quando la banca centrale aumenta il costo del denaro, ma lente come lumache quando diminuisce"

"C'è da considerare che per i mutui a tasso variabile più recenti, lo spread imposto (arrivato anche al 4,5 per cento) supera di gran lunga il tasso applicato; pertanto anche un ritocco dell’euribor avrà scarsa influenza sul calcolo della rata. Infatti i valori al 7-11-2013  del tasso interbancario europeo sono pari allo 0,129% per l’euribor ad 1 mese, dello 0,228% per quello a 3 mesi e dello 0,341% per il tasso a 6 mesi. Certamente il mercato interbancario non abbatterà dello 0,25  quei valori, né è sperabile che le banche rivedano i pesantissimi spread imposti

Abbiamo, comunque,  considerato mutui da 100 mila, 150 mila e 200 mila euro, a 10, 20, 30 anni trattati al 3,75 %, ipotizzando una ripercussione meccanica dello 0,25 per cento che porti il tasso al 3,50%

La diminuzione della rata può andare dagli 11 euro mensili (132 annui) per un mutuo da 100 mila euro a 10 anni, fino ai 28 euro mensili (336 annui) per un mutuo da 200mila euro a 30 anni

 

 

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(Adusbef)