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Federconsumatori: "il prestito vitalizio ipotecario potrebbe essere una possibile soluzione al problema delle pensioni"

Gtres
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Il prestito ipotecario vitalizio, di cui la camera ha di recente recepito le proposte ispirate da abi e associazioni dei consumatori, rappresenta un'alternativa alla nuda proprietà e si rivolge a 12 milioni di italiani over 65. Francesco avallone, vice presidente federconsumatori, ha spiegato a idealista news qualcosa in più di questo nuovo strumento, che assicura il mantenimento della proprietà e il possesso del bene immobile, svelandone anche le possibili potenzialità

Quali sono le fondamentali differenze tra il prestito ipotecario vitalizio e la nuda proprietà?

Innanzitutto la nuda proprietà esiste da tanti anni, mentre il prestito ipotecario vitalizio (piv) è uno strumento nato da pochissimo, affonda le sue radici nel periodo in cui il ministro tremonti era tutto teso alla finanza creativa. Il prestito ipotecario vitalizio è nato pensando a tutti quei cittadini italiani che hanno delle proprietà immobiliari anche consistenti, ma che in taluni casi possiedono pensioni o stipendi non all'altezza oppure hanno problemi relativi all'acquisto dell'immobile per i figli. Questo strumento permette di monetizzare attraverso una specie di prestito riferito a una parte della proprietà

Quali sono i punti salienti?

Come associazione dei consumatori, all'inizio abbiamo contestato questo strumento con il timore che gli interessi potessero finire con il superare il valore dell'immobile. Poi, con la crisi sempre più forte, con il fatto che qualsiasi prestito non può superare il valore dell'immobile e con una maggiore trasparenza richiesta anche con iniziative legislative, oggi si può parlare di uno strumento che può essere utilizzato, comunque sempre dopo un’attenta valutazione. Non siamo più nettamente contrari e pensiamo che il prestito ipotecario vitalizio possa offrire qualche chance in più in periodo di crisi

Quali sono i principali vantaggi?

Con la nuda proprietà si perde completamente l'immobile e, a seconda dell'età, si ottiene un prezzo molto scontato. Con il prestito ipotecario vitalizio non c'è alcuna vendita. Il vantaggio è che si mette in pegno una parte della proprietà che può essere riacquistata - ad esempio da parte dei familiari, degli eredi - estinguendo il mutuo e riprendendo la proprietà piena dell'immobile. Questo è il grande vantaggio del prestito ipotecario vitalizio. La nuda proprietà, invece, è una vendita anticipata dell'immobile

Il prestito ipotecario vitalizio, in definitiva, è uno strumento pensato per questo periodo di crisi?

È stato pensato per mettere in circolazione del denaro che altrimenti era bloccato nelle proprietà. Gli italiani sono proprietari di immobili all'85%, si tratta di un patrimonio enorme. Sono soldi che, una volta usciti dalle tasche di chi ha comprato, rappresentano un’incredibile proprietà privata inutilizzata, che non fa circolare moneta. Uno degli esempi che facciamo è quello di chi ha un immobile di proprietà e deve acquistare la casa per i figli. Queste persone non possono far altro che basarsi sul proprio stipendio. Se, invece, mantenendo la proprietà dell'immobile, possono fare un prestito ipotecario vitalizio, ad esempio di 100mila euro, e dare l'anticipo per l'acquisto della casa del figlio ottengono un doppio risultato: rimangono in casa non perdendo alcunché e possono utilizzare parte del capitale che è immobilizzato. Il piv, essenzialmente, è uno strumento pensato per questo

A suo avviso, il prestito ipotecario vitalizio porterà i benefici sperati?

In inghilterra e in altri paesi è stato utilizzato moltissimo e ha portato frutti. In Italia ha avuto molte difficoltà all'inizio, con una legislazione carente, che mancava di garanzie sufficienti. Adesso è una sfida. Credo che in una situazione di crisi possa essere uno strumento in grado di alleviare un po' la situazione. Se ne potrebbe fare un utilizzo interessante. In inghilterra, ad esempio, ci sono dei meccanismi che ho cercato di riportare in Italia, relativi in particolar modo al problema delle pensioni per i più giovani

Faccio un esempio. Prendiamo un 30/40enne che acquista casa con un mutuo e finisce di pagare le rate intorno ai 60/70 anni, da quel momento in poi, finendo di lavorare, ha bisogno di una pensione ed ecco che la proprietà dell'immobile, quella cifra che si è conquistata con i 30 anni di mutuo, può essere messa a disposizione di una polizza previdenza integrativa che permetta di avere una pensione decente. Si tratta di un meccanismo utilizzato moltissimo in inghilterra, in Italia ancora non ci siamo, ma dovremmo approfittare del fatto che gli italiani quando comprano casa la comprano per viverci a vita