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Mutui, perché la domanda sta raggiungendo i livelli pre-crisi

Autore: Redazione

Si conferma, nei primi nove mesi del 2016, il progressivo consolidamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, che registrano un incremento dell'11,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.  A dirlo il nuovo barometro crif della domanda di mutui, che registra anche un, seppur lieve, aumento dell'importo richiesto.

Nello specifico, il mese di settembre ha visto un incremento più contenuto, pari a +6,0% rispetto allo stesso mese del 2015 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi) che però si era caratterizzato per una crescita superiore al 50% rispetto all’anno precedente, lasciando così alle spalle l’inattesa flessione rilevata nel bimestre giugno-luglio.

Il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi emerge in modo chiaro anche dal confronto tra il dato relativo ai primi 9 mesi del 2016 e il corrispondente periodo degli anni precedenti seppur permanga ancora un piccolo gap da colmare rispetto al biennio 2009 e 2010.

I primi nove mesi del 2016 hanno confermato il recupero della domanda del comparto mutui verso i volumi pre-crisi, anche grazie al contributo delle surroghe, sostenuto dai bassi tassi di interesse applicati e dalle condizioni del mercato immobiliare che continuano a mantenersi appetibili. Al contempo, anche l’offerta da parte degli istituti di credito è oggi più fluida, anche grazie alla riduzione degli indicatori di rischiosità del credito alle famiglie, con il tasso di default a 180 giorni che a marzo 2016 è sceso all’ 1,5%, il livello più basso degli ultimi 4 anni - commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Vedremo se anche nell’ultimo trimestre dell’anno continuerà il trend positivo o se, al contrario, si assisterà ad un rallentamento della dinamica in corso. Non si può infatti escludere che si sia arrivati ad una ‘nuova normalità’ del mercato”. 

Le richieste dei mutui per importo

Per quanto riguarda l’importo medio richiesto, l’ultima rilevazione del Barometro CRIF registra segnali altrettanto incoraggianti. Nello specifico, nel mese di settembre appena concluso il valore medio richiesto si è attestato a 122.945 Euro, superiore del +2% a quello rilevato nel corrispondente mese dell’anno precedente, quando era risultato pari a 120.525 euro. Più in generale, nei primi 9 mesi dell’anno in corso sembra essersi invertito il trend di costante contrazione che per lungo tempo aveva caratterizzato l’intero comparto: l’importo medio complessivamente richiesto dall’inizio dell’anno è infatti risultato pari a 122.815 Euro, con un seppur lieve incremento rispetto a quello del corrispondente periodo dell’anno precedente.

Nei primi nove mesi del 2016 le preferenze degli italiani si sono nuovamente concentrate nella classe compresa tra 100.000 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,3% del totale. Nel complesso quasi 4 domande su 5 (il 77,8% del totale per la precisione) presentano un importo inferiore ai 150.000 Euro.

Le classi di durata dei mutui richiesti

Per quanto riguarda invece la distribuzione della domanda di mutui per classe di durata, ancora una volta è quella compresa tra i 16 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 23,8% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 20,7%. 

La distribuzione delle domande per fasce di età

Osservando infine la distribuzione della domanda di mutui in relazione all’età del richiedente, il barometro Crif mette in evidenza una maggior concentrazione nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni, con una quota pari al 36,0% del totale. Come prevedibile, complessivamente circa 2/3 delle richieste sono state presentate da under 44. Altro dato degno di nota è rappresentato dall’incremento, seppur marginale, della quota di mutui richiesti dai giovani al di sotto dei 24 anni.