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A ciascuno il suo: il mutuo più adatto a ogni profilo di aspirante mutuatario

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Autore: Redazione

Scegliere il mutuo più adatto non è semplice. Se si è single, coppie, professionisti o famiglie le cose cambiano. Vediamo quattro diverse soluzioni per quattro diversi casi.

Come evidenziato dal Corriere della Sera, al momento le banche sono convinte che il costo del denaro resterà basso ancora a lungo, per tale ragione stanno spingendo a indebitarsi a tasso fisso i clienti alla ricerca di un mutuo.

Chi sceglie il tasso fisso, a fronte di un modesto esborso, si assicura contro eventuali aumenti del costo del denaro. Chi opta per il variabile, almeno fino ad oggi, ha risparmiato e per quanto riguarda le previsioni sul medio termine sul mercato dei futures l’Euribor a 3 mesi è previsto all’1% solo alla fine del 2022.

Ma prendiamo, ad esempio, il caso di un insegnante single, con uno stipendio di 1.500 euro al mese e che acquista una casa al prezzo di 150.000 euro. Quale mutuo scegliere? Per questo profilo di debitore, oggi il mercato offre buone soluzioni di finanziamento purché si disponga di risparmi sufficienti per pagare in contanti almeno il 20% della casa oltre alle somme legate al processo di acquisto. In questo caso, considerando un mutuo a 30 anni, la soluzione migliore appare l’opzione del tasso fisso. Scegliendo il variabile risparmierebbe in media 69 euro al mese, ma un incremento del costo del denaro nel breve periodo metterebbe a serio rischio il budget.

Una coppia under 35 con 2.800 euro di reddito mensile che cerca un finanziamento da 120.000 euro per acquistare una casa da 200.000 euro, invece, come si deve comportare? In questo caso, rispetto al precedente, il reddito è maggiore e il rapporto tra indebitamento potenziale e valore della garanzia è più favorevole. La scelta tra fisso e indicizzato in questo caso può essere dettata più che da calcoli finanziari dalla voglia di correre o meno qualche rischio.

E cosa succede a una coppia di 40 anni con un reddito mensile di 3.600 euro che vuole cambiare casa acquistando un’abitazione da 300.000 euro finanziandosi per 170.000 euro? Qui la situazione cambia a seconda del fatto che la parte per contanti sia già disponibile o si renda tale solo dopo aver venduto l’abitazione in cui la coppia risiedeva. Nella prima ipotesi non ci sono particolari problemi, nella seconda invece c’è il rischio che condurre in porto l’operazione risulti costoso perché se non si riesce a vendere in tempo la casa vecchia è necessario accollarsi un mutuo ponte con costi di istruttoria e notarili. Prendendo in considerazione una durata di 15 anni, la differenza tra rata fissa e variabile è di soli 64 euro al mese, ma se tra tre anni l’Euribor fosse più alto di due punti l’esborso mensile con il mutuo indicizzato aumenterebbe di quasi 233 euro.

Vediamo, infine, il caso di un professionista con un reddito pari a 7.000 euro al mese che decide di accendere un mutuo pur potendo acquistare la casa (dal valore di 500.000 euro) in contanti. In questo caso, considerando una durata di 10 anni, il tasso fisso è appetibile. A favore del variabile in un caso come questo gioca il fatto che il debitore dispone della somma per estinguere il debito e in caso di rialzo del costo del denaro può chiudere subito il contratto di mutuo con la banca.