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Mutui, i tassi di interesse in Italia rispetto al resto dell'Eurozona

Autore: floriana liuni

Quanto pesano i mutui sul reddito degli italiani? E quanto sono convenienti rispetto al resto d’Europa? Vediamo alcuni dati.

Tassi mutui in Italia, mercato stabile nel 2019

La situazione dei mutui bancari italiani sembra rientrare, messa a confronto con i dati degli altri Paesi dell’Eurozona, in un quadro di relativa tranquillità che lascia presupporre che la sostenibilità del mercato potrà proseguire anche nei prossimi mesi del 2019. Insieme al ciclo positivo del mercato immobiliare, in termini di compravendite – e in un contesto di prezzi bassi che ancora le favoriscono – abbiamo infatti una serie di variabili che disegnano un mercato dei mutui piuttosto stabile nel nostro Paese.

1. Lo stock di mutui in Italia, stando ai dati Bce dello scorso ottobre, pesava per il 10,2% degli attivi bancari. Una percentuale non bassa, ma nemmeno spropositata, che indica la tendenza a ricorrere tutto sommato in modo limitato ai prestiti per comprare casa dei nostri connazionali, oltre che una relativa capacità di gestione e differenziazione degli asset da parte degli istituti di credito. I quali stanno rapidamente liberandosi degli stock dei prestiti in sofferenza, cedendoli a veicoli in grado di gestirli e liberando il proprio patrimonio di asset “tossici”. L’Italia è tra i primi cinque Paesi europei (insieme a Lussemburgo, Irlanda, Malta e Francia) in cui i prestiti per l’acquisto di una casa pesano meno sugli attivi bancari. A pesare di più sono i mutui di Spagna, Olanda (a pari merito con 19,7%) Portogallo, Lituania, Estonia e Slovacchia (oltre il 33%).

2. I tassi di interesse dei mutui in Italia sono convenienti sì, ma vicini alla media dell’Eurozona. Nonostante negli ultimi anni si sia infatti sperimentato un periodo di straordinaria convenienza dei tassi sui prestiti per acquistare casa, il nostro Paese non gode certo dei tassi di interesse più bassi in assoluto. Per trovarli, occorre andare in Finlandia, dove i tassi sui mutui esistenti è dello 0,98% e quello sui nuovi mutui dello 0,89%. Prestiti più cari invece a Malta, dove chi stipula un nuovo mutuo si vede applicare il 2,64%. L’Italia viaggia invece sul 2,02% per i mutui esistenti (contro il 2,13% dell’Eurozona) e sull’1,88% delle nuove operazioni (più caro dell’1,82% medio europeo).

3. D’altro canto, l’Italia è il Paese europeo in cui le famiglie destinano la minore quota del proprio reddito al pagamento della casa. In un confronto tra i paesi “omologhi”, risulta che in Italia tale quota ammonta al 4,4%, contro la media europea dell’8,2%. In Germania, Spagna e Francia si supera il 6% mentre nel Regno Unito si sfora il 9%.