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Nuovo Euribor in vigore dal 2022. Cosa cambia per i mutui a tasso variabile?

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Gtres
Autore: floriana liuni

Due anni in più per adottare il nuovo Euribor. Lo ha deciso la Commissione Europea: la conversione potrà avvenire entro il 2021. Quali conseguenze sui mutui?

Due anni in più per adottare il nuovo Euribor

Con una mossa a sorpresa, la Commissione Europea ha stabilito di concedere due anni in più all’effettiva adozione del nuovo Euribor ed Eonia. “The EU institutions agreed to grant providers of “critical benchmarks” — interest rates such as Euribor or EONIA — two extra years until 31 December 2021 – si legge nello statement della Commissione Europea- to comply with the new Benchmark Regulation requirements.  Given the crucial importance of third-country benchmarks for EU companies, the extra two years for benchmarks produced outside the EU was also introduced to provide additional time for work with non-EU regulators on how these benchmarks can be recognised as equivalent or otherwise endorsed for use in the EU”.

In altre parole, i rappresentanti dei Paesi Ue hanno votato la decisione che permette al panel che partecipa alla compilazione degli indici “critici” per la definizione dei tassi dei finanziamenti più tempo per adeguarsi. Decisione che è stata estesa anche ai tassi meno critici, che potranno così avere più tempo per ottenere l’autorizzazione della Ue per l’utilizzo dei nuovi indici presso la clientela, per il pricing di prodotti quali mutui casa, carte di credito ed altri. Di conseguenza, l’adozione dei nuovi indici Euribor ed Eonia, prevista entro la fine del 2019, sarà invece prorogata alla fine del 2021.

Mutui a tasso variabile, 109 mila miliardi di contratti legati all'Euribor

Il motivo di tale decisione è stato quello di evitare eventuali difficoltà di accesso ai nuovi parametri - pensati per garantire una maggiore trasparenza presso la clientela data la loro costruzione più aderente al mercato - che potrebbero creare difficoltà ai mercati finanziari e anche alle aziende. Un passaggio graduale potrebbe invece garantire maggiore stabilità ai 22 mila miliardi di euro in contratti derivati legati all’Eonia e ai 109 mila miliardi legati all’Euribor in tutta la Ue.

Tassi dei mutui, cosa succede con il nuovo Euribor

Quali conseguenze, quindi, per i tassi dei mutui? “Non ci si aspettava che sarebbe successo niente di sconvolgente, - risponde Stefano Tempera, founder di Cercamutuo.com - ma tutto sommato per chi ha un mutuo a tasso variabile è una buona notizia, quanto meno perché oggi l'Euribor è sotto zero e a maggior ragione non dovrebbero esserci ripercussioni nel prossimo periodo. Infatti, il nuovo parametro sarebbe dovuto essere più esposto ai mercati e quindi più altalenante”.

"Lo slittamento della riforma dell'Euribor comporta sicuramente un impatto neutro - aggiunge Renato Landoni, Presidente Kìron Partner, - si continuerà a indicizzare i mutui variabili all’attuale parametro Euribor e quindi nulla cambia rispetto alla situazione attuale. Uno slittamento di due anni, a meno di ulteriori proroghe, nei quali le banche e gli organi preposti avranno maggiore tempo per individuare e valutare quali strumenti adottare per rendere il passaggio al nuovo meccanismo di calcolo il meno impattante possibile per i clienti che già hanno sottoscritto un finanziamento a tasso variabile. Oltre che ai tempi di applicazione, non sono ancora ben chiare nè le regole di calcolo del nuovo parametro Euribor, nè le regole di ingaggio ed entrata in vigore del meccanismo sui prodotti di mutuo già in circolazione. In attesa di chiarimenti in tal senso è quindi difficile fare oggi una stima di quali potrebbero essere gli impatti sulle rate dei mutuatari".

“Le modifiche all'Euribor non avrebbero comunque avuto un grande impatto su un mercato che continua ad essere estremamente favorevole per chi può acquistare casa con un mutuo, - dichiara Riccardo Bernardi, Chief Development Officer 24MAX. - Siamo e continueremo ad essere nel 2019 in una situazione di tassi che hanno toccato i valori più bassi  di sempre e prezzi degli immobili ai minimi dal 2004. Qualche centesimo o decimo percentuale non avrebbe mutato la situazione. Comunque uno slittamento significa più tempo per tutti per adeguarsi ai nuovi parametri di calcolo". 

 “La novità del tasso di riferimento – osserva Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it - avrà di sicuro delle conseguenze, sia per chi ha già stipulato un mutuo che oggi poggia sull’Euribor, sia per tutti i risparmiatori che hanno in mente di chiedere un nuovo mutuo. Quello che è davvero difficile, però, è riuscire a stabilire come e in che misura. In base a simulazioni dello European Money Markets Institute, se si applicasse alla realtà odierna il modello ibrido che si sta perfezionando come sostituto dell’ Euribor, ci si ritroverebbe con un tasso che differisce da quello oggi applicato in una misura minima; fra 1 e 5 punti base. Se non si è propensi ad accollarsi questo rischio, comunque, si può ricorrere ad un mutuo a tasso fisso che, con l’attuale congiuntura di mercato, è ancora molto vantaggioso”.