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Le opere più famose di Alejandro Aravena, l’architetto dei poveri, vincitore del Pritzker Prize 2016 (Fotogallery)

Case progettate dall'architetto cileno Alejandro Aravena
Autore: Roberto Arnaz

L’edizione 2016 del Pritzker Prize, considerato il Nobel dell’Architettura, ha visto trionfare un architetto forse poco conosciuto, le cui opere spesso e volentieri sono a servizio degli emarginati. Si tratta del cileno Alejandro Aravena, 48 anni, uno dei più giovani ad aggiudicarsi l’importante riconoscimento.

Aravena, scelto come direttore della Biennale di Venezia che si terrà da maggio a novembre 2016, non costruisce grattacieli o musei per benefattori milionari. Lui stesso ha affermato che ad ispirarlo non sono i più grandi architetti, ma le favelas e i quartieri più marginali. Proprio in quest’ottica è nato nel 2004 il progetto Quinta Monroy, il suo lavoro maggiormente noto.

Fino a una decina di anni fa Aravena era un architetto completamente sconosciuto fuori dal Cile. Si guadagnava da vivere realizzando piccole opere pubbliche. Questo fino a quando gli è stato commissionato un lavoro: la realizzazione di alloggi per 100 famiglie svantaggiate.

Aravena invece di costruire un grande edificio pieno di tanti piccoli appartamenti ha deciso di realizzare delle case semicostruite che ogni famiglia avrebbe potuto ampliare a proprio piacimento in modo estremamente flessibile. Una decisione nata dopo aver consultato i futuri residenti. Del resto, come riconosciuto dallo stesso architetto, “la mia filosofia si basa sul coinvolgimento della comunità nella realizzazione del progetto”.

Dando uno sguardo al suo stile, si nota una certa semplicità nel design. Come spiegato in più occasioni, “la capacità di sintesi e la semplicità sono le risposte ai problemi più complessi”. Tra i suoi obiettivi c’è la decisa volontà di far fronte alla crisi immobiliare globale.

Ecco alcune delle sue opere più celebri: