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Nelle città dove si vive meglio è quasi impossibile comprare casa

Wikimedia commons
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Autore: Redazione

Melbourne e Sidney sono ai primi posti nel ranking delle città con la miglior qualità della vita. Peccato che sia quasi impossibile acquistare una casa in questi centri, a meno che non si abbia a disposizione un elevato budget. 

Nella calda, placida e costiera Sidney i prezzi sono aumentati del 140% negli ultimi 15 anni, con un incremento forte dall'inizio della crisi finanziaria mondiale. Questo ha fatto sí che la maggior parte degli australiani siano stati estromessi dal mercato della casa e l'indice della proprietà sia caduto ai minimi, specialmente tra i più giovani.

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Solo le persone con un'età più elevata e con maggiori guadagni (quelli che hanno maggiori risparmi) hanno aumentato leggermente il loro indice di proprietà negli ultimi tre decenni in Australia.

Sidney è il secondo mercato della casa più caro del pianeta, mentre Melbourne, considerata per sette anni consecutivi dall'Economist la migliore città del mondo dove vivere, è il sesto mercato immobiliare più caro a livello mondiale.

Con questo panorama, la percentuale delle persone che vivono in una casa di proprietà è caduta del 45% tra i più giovani (tra i 25 e i 34 anni). Allo stesso tempo, il costo di un mutuo tra chi ha deciso di comprare una casa ha fatto crescere in maniera esponenziale il debito, e molte delle persone che sono andate in pensione non hanno potuto ancora restituire il prestito.

Le abitazioni di 14 m2 si vendono a prezzi che si aggirano intorno ai 430mila euro vicino a Sidney, una situazione che ha fatto crescere la preoccupazione dei più giovani, convinti che non potranno più permettersi una casa decedente.

Città con un'alta qualità della vita come le canadesi Vancouver e Toronto, le statunitensi San Francisco e Seattle o l'asiatica Singapore hanno sperimento un forte incremento dei prezzi e accresciuto la preoccupazione tra gli abitanti che improvvisamente si sono trovati fuori dal mercato immobilare.

Singapore e Toronto hanno cercato di risolvere almeno in parte il problema imponendo una forte tassazione sulla compravendita di abitazioni da parte degli stranieri, che hanno utilizzato questi mercati immobiliari come mete per i loro investimenti.