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Così si evolve il mercato immobiliare in Cina dopo lo scoppio del covid-19

Intervisa a Long Fang Hu proprietario di agenzie di investimento e immobiliari

Long Fang Hu
Bafre
Autore: Carlos Lospitao

Proprietario di agenzie immobiliarie e di investimento in Cina e in Europa, Long Fang Hu, illustra a idealista/news l'attualità del mercato immobiliare cinese dopo lo scoppio del covid-19. Long Fang Hu spiega che i prezzi delle case usate sono diminuiti del 30% e che il ritmo delle vendite è sceso tra il 10% e il 30% nei mesi di gennaio e febbraio. Tuttavia, a marzo c'è stata una leggera ripresa dell'attività e il mercato degli affitti è rimasto pressoché stabile.

In che modo la crisi covid-19 ha colpito il settore immobiliare cinese?

Per contestualizzare la situazione, è importante sapere che prima della crisi sanitaria erano presenti un'offerta eccessiva di alloggi in Cina e misure che non consentivano speculazioni nelle principali città come Shanghai, Pechino o Hangzhou. Il governo limitava l'acquisto di una casa per nucleo familiare. L'arrivo del covid-19 ha influenzato completamente il mercato immobiliare che è rimasto paralizzato nei mesi di gennaio e febbraio, quando non si è registrata nessuna vendita né nel mercato dell'usato che delle nuove costruzioni. A marzo c'è stato un rimbalzo delle vendite, sebbene molto lontano rispetto agli anni precedenti.

Quant'è stata la flessione delle compravendite in Cina?

L'acquisto e la vendita sono diminuiti del 30% rispetto agli anni precedenti. La Cina è sempre stata un mercato con una lunga tradizione di acquisti domestici. Ma a causa del confinamento totale per due mesi nella maggior parte delle città cinesi, l'acquirente / consumatore adesso sta concentrando le sue priorità a breve termine sul posto di lavoro e sul consumo di ozio / tempo libero.

Qual è la situazione del mercato degli affitti?

Per quanto riguarda il mercato degli affitti, la situazione a gennaio e febbraio è stata analoga al mercato delle vendita, perché la Cina ha gestito il confinamento in un modo molto rigoroso. Non appena è stato revocato il lockdown, il mercato degli affitti di abitazioni non è ha risentito troppo perché il fabbisogno abitativo è sempre lo stesso. Naturalmente, l'affitto terziario è diminuito notevolmente rispetto agli scorsi anni.

Quali sono state le città più colpite?

La città più colpita è stata Wuhan poiché era l'epicentro della pandemia. Il resto delle città ha agito molto rapidamente chiudendo i propri confini e confinando l'intera popolazione nell'arco di una settimana dallo scoppio dell'emergenza sanitaria. Ad esempio, nella mia città Wenzhou, che si trova nella provincia di Zhejiang ed ha una popolazione di circa nove milioni, ci sono stati solo 1.000 contagiati. La situazione più grave dal punto di vista sanitario era a Wuhan che adesso è anche la città più penalizzata dal punto di vista economico.

Cosa è successo agli investimenti? 

Gli investimenti in generale continuano, ma ad altri prezzi e condizioni. C'è stato un calo dei prezzi delle case di seconda mano tra il 10% e il 30% a seconda della zona o della città. A medio termine, si normalizzerà quando ci sarà una ripresa della fiducia da parte del mercato. Lavoriamo con tutte le agenzie di investimento estere cinesi e il feedback che ci danno è che quando in Europa l'emergenza per il covid-19 si stabilizzerà ci sarà un'ondata di potenziali acquirenti di Asia che verrà nel Vecchio Continente.

Per noi di Bafre è un elemento da considerare per il futuro. In effetti, stavamo già offrendo appartamenti ai clienti asiatici con realtà virtuale e vendite tramite videoconferenza prima che lo stato di allarme fosse decretato anche in Europa. Incoraggio i colleghi del settore a non restare indietro perché tutto dipende dalle nostre capacità. Inoltre, a causa del timore di un aumento dell'inflazione, ci sono investitori che vogliono salvaguardare i loro investimenti nel settore immobiliare.

Quali misure si stanno adottando per rilanciare il mercato?

Le aspettative di recupero sono enormi in Cina. Fondamentalmente si sono adottate tre misure che dal mio punto di vista sono importanti per incentivare il settore: abbassamento dei tassi di interesse al fine di stimolare l'acquisto, riduzione degli oneri fiscali verso le società e misure di pagamento differite nell'acquisto o nella cessione di terreni statali oltre a facilitare le procedure di licenza.

Come va il settore residenziale in Cina al momento? Hai riacquistato ritmo previo al covid-19?

La normalità può essere osservata solo in città in prima linea. Nel resto delle città la ripresa è molto più lenta, ma costante.

Quando ritiene che si possa raggiungere il ritmo pre crisi?

Il governo prevede che il tasso di recupero nel settore immobiliare sarà moderato, ma stabile. Si cerca di mantenere un tasso di ripresa costante con misure che stabilizzino l'offerta e la domanda. In questo momento, il governo preferisce incoraggiare altri settori come l'industria e il consumo.

Agenzie immobiliari hanno dovuto chiudere a causa della crisi o delle imprese di costruzione sono fallite?

Sì, ma come accade in Cina e nel resto del mondo. Dopo questo momento di crisi l'importante è saper apprendere dai propri sbagli sia a livello professionale che personale. In tempi di crisi sorgono opportunità. In realtà, ciò che mi fa più male non è che chiudano le aziende perché saranno sempre in grado di riemergere - si tratta di un processo ciclico - ma che muoia tante gente che potrebbe essere salvata.