Dagli uffici ai negozi, il design ridefinisce il valore degli immobili

JLL e Tétris presentano il Global Design Perspectives 2026
Uffici Zurich Milano
Davide Galli per Jll - Tetris

Non più semplice elemento estetico o accessorio, ma leva strategica capace di incidere direttamente su produttività, competitività e valore degli investimenti immobiliari. È questa la trasformazione in atto nel mondo della progettazione degli spazi, fotografata dal report “Global Design Perspectives 2026” realizzato da JLL e Tétris, che evidenzia come il design stia diventando uno dei principali driver di cambiamento per aziende e investitori.

Design degli spazi come fattore strategico

Secondo lo studio, l’88% delle organizzazioni a livello globale considera oggi l’agilità degli spazi una priorità strategica. Una tendenza che attraversa tutti i settori, dagli uffici al retail, dalla sanità all’hospitality, e che segna il passaggio definitivo da un’idea di immobile come contenitore statico a quella di piattaforma dinamica, capace di adattarsi rapidamente alle esigenze operative e alle strategie di crescita di lungo periodo.

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Spazi intelligenti per un mercato in evoluzione

Nel nuovo scenario, gli edifici sono chiamati a coniugare flessibilità e performance economica. Le organizzazioni cercano ambienti in grado non solo di migliorare la produttività, ma anche di ottimizzare i costi operativi, integrando tecnologie avanzate e soluzioni progettuali innovative.

La sfida principale per il settore è proprio quella di bilanciare innovazione tecnologica e centralità della persona, creando spazi ad alte prestazioni ma al tempo stesso sostenibili e capaci di generare valore per tutti gli stakeholder. Non sorprende quindi che il 93% degli investitori riconosca come gli immobili tecnologicamente avanzati offrano performance superiori rispetto agli asset tradizionali, mentre una quota crescente di aziende è disposta a investire di più pur di accedere a spazi dotati di tecnologie evolute.

La progettazione adattiva diventa lo standard

Il cambiamento più evidente riguarda il modo stesso di concepire gli ambienti. L’85% delle organizzazioni ritiene ormai fondamentale adottare modelli di lavoro flessibili, spingendo verso una progettazione adattiva in grado di rispondere rapidamente alle trasformazioni del lavoro e della tecnologia.

Questo approccio si traduce in soluzioni sempre più modulari e riconfigurabili: spazi che possono essere modificati attraverso partizioni mobili, infrastrutture tecnologiche plug-and-play e ambienti capaci di adattarsi automaticamente grazie all’intelligenza artificiale.

Come sottolinea Elena Maria Caregnato, Head of Design di Tétris Italia, la flessibilità si concretizza anche in elementi come pod aggregabili, sistemi di illuminazione immersiva e media wall, che rendono gli ambienti dinamici e facilmente trasformabili in base alle esigenze.

Il paradosso digitale: torna centrale lo spazio fisico

Nonostante la crescente digitalizzazione, il valore dello spazio fisico non solo resiste, ma si rafforza. In un contesto sempre più tecnologico, emerge infatti una domanda crescente di ambienti capaci di favorire relazioni umane, senso di appartenenza e identità.

Il 65% degli utenti privilegia esperienze uniche e distintive, mentre il 61% mostra interesse per spazi dedicati al cosiddetto digital detox. Ne deriva una nuova esigenza progettuale: integrare all’interno di edifici altamente tecnologici anche aree prive di dispositivi digitali, pensate per il benessere e la disconnessione.

In questa prospettiva, il design si allontana dalla sola dimensione estetica per abbracciare quella esperienziale. Materiali tattili, comfort acustico personalizzato, illuminazione circadiana ed elementi biofilici diventano strumenti fondamentali per creare ambienti in grado di migliorare la qualità della vita e delle prestazioni.

Personalizzazione e nuove esigenze generazionali

Un’altra tendenza chiave è quella dell’iper-personalizzazione, già affermata in settori come entertainment e retail e oggi sempre più diffusa anche negli spazi fisici. L’obiettivo è creare ecosistemi modulari ed esperienziali, capaci di adattarsi ai bisogni degli utenti attraverso tecnologie immersive e intelligenza artificiale.

Tuttavia, il report evidenzia differenze significative tra generazioni. Se il 63% degli intervistati riconosce il potenziale dell’intelligenza artificiale negli ambienti di intrattenimento, i più giovani mostrano una maggiore apertura verso soluzioni altamente tecnologiche, mentre le generazioni più mature continuano a privilegiare servizi basati sull’interazione umana e sull’ospitalità.

La progettazione è quindi chiamata a trovare un equilibrio tra dimensione digitale e fisica, combinando touchpoint intelligenti e ambienti immersivi con spazi dedicati all’incontro, agli eventi e alle relazioni.

Produttività e benessere al centro

Il tema della produttività resta centrale. Il 92% delle organizzazioni lo considera un obiettivo strategico per i prossimi tre anni, mentre il 63% dei lavoratori dichiara di essere più produttivo in ufficio.

Di conseguenza, gli ambienti di lavoro si evolvono in veri e propri ecosistemi interconnessi, dove coesistono aree collaborative, spazi per la concentrazione, zone relax acusticamente trattate e ambienti sociali pensati per favorire interazione e inclusione.

Secondo Jose Maria Casanova, Managing Director di Tétris Italia, il futuro della progettazione risiede proprio nella capacità di integrare flessibilità, connessione umana, personalizzazione e sistemi digitali in un’unica strategia. Un approccio che consente di allineare gli investimenti alle reali esigenze degli utenti e di superare le metriche tradizionali, includendo parametri come esperienza, capitale sociale e performance dei team.

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