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Catasto, l'agenzia del territorio deve risarcire le imprese immobiliari

Visto che dal 1 luglio è diventato impossibile affittare o vendere un immobile che non sia in regola dal punto di vista catastale o per cui la piantina depositata non corrisponda a quella attuale della casa (vedi notizia), meglio mettersi in regola entro fine anno: è meno caro e non si rischiano multe salate in vigore dal 1 genniaio

Essere in possesso di un immobile che non è catastalmente in regola, vuol dire, infatti, possedere un bene che non potrà mai più essere messe sul mercato, a meno di non mettersi in regola, ovviamente. Prima del 1 gennaio, momento in cui scatteranno le multe. Grazie alla manovra economica, infatti, i comuni avranno accesso diretto al catasto e potranno facilmente incrociare i dati con le richiesta per la dia, e notare le variazioni catastali

L'agenzia del territorio chiarisce quali sono i casi in cui si deve procedere con la pratica, e quelli che invece sono esclusi. Le opere che vanno regolarizzate sono:
Trasformazione di balconi in verande chiuse; trasformazione di sottotetti in ambienti abitabili; costruzione di soppalchi; realizzazione di un secondo bagno; trasformazione di un ripostiglio in un bagno; spostamento della cucina in un altro ambiente; abbattimento di un tramezzo e trasformazione di due ambienti in un unico ambiente (da studio e salone a salone doppio); divisione in due ambienti di uno di maggiori dimensioni

Sono, invece, escluse dalla variazione catastale opere quali lo spostamento di un tramezzo o di una porta, perchè pur variando la superficie dei vani non comportano una riduzione o un aumento del numero dei vani stessi

Ma il punto è come procedere? per chi ha presentato la dia a suo tempo e ha semplicemente dimenticato di richiedere la variazione catastale, potrà mettersi in regola pagando circa 700 euro. Occorre per questo rivolgersi ad un tecnico e richiedere la messa a punto della nuova planimetria dell'alloggio e la presentazione della variazione. Costo del lavoro del tecnico tra i 500 e i 600 euro, ai quali vanno aggiunte le tasse e le sanzioni: 50 euro per la variazione e 103 euro di multa per la presentazione in ritardo

Se invece, gli interventi siano stati effettuati senza richiedere il permesso del comune, è possibile mettersi in regola, a patto che, però, non si tratti di veri e propri abusi edilizi, ossia di opere per le quali sarebbe stata necessaria la licenza edilizia e non la semplice dia. Il responsabile dell'abuso, o l'attuale proprietario dell'immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della sua realizzazione sia al momento della presentazione della domanda. Mettersi in regola è possibile anche questo caso, ma oad un prezzo più caro, oltre che per il tecnico, l'articolo 16 della legge prevede, che per il rilascio del permesso in sanatoria occorra pagare, a titolo di oblazione, il doppio del contributo di costruzione dovuto

Il contributo è fissato dai singoli comuni: a Roma, ad esempio, attualmente la somma richiesta per la sanatoria si aggira sui 1.000 euro

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15 Commenti:

Anonymous
27 Ottobre 2010, 21:08

La verità e che gli onesti pagano sempre , perchè nessuno li tutela, i politici sono e restono sempre quelli che sono, non vi sono parole per definirle.

Anonymous
6 Dicembre 2010, 11:30

Forse è il momento di dire la verità a questi ladroni di governanti il partito che sta aumentando vistosa mente di % e il non votare. SE riusciamo a superare il 50 % credo che qualche cosa succederà, altrimenti continueremo a pagare noi poveri (coglioni), come ci a definiti il Più grande furbone d'Italia. Purtroppo ha ragione da vendere, perché all'ultimo momento continua col promettere mare e monti, che normalmente non mantiene pensando ai caz.. Suoi e dei suoi amici.

Anonymous
28 Dicembre 2010, 13:46

Praticamente, la dia non è più necessaria, a meno che non si spostino finestre porte corrispondenti alla facciata esterna o pareti portanti. Quindi i ns architetti, geometri ecc ecc mangiano di meno.... hanno protestato e lo stato gli ha detto che faceva loro recuperare i soldi in altro modo, ovvero inventando questa legge...

Anonymous
8 Settembre 2013, 14:22

Ho fatto una variazione catastale da scuola ad abitazione civile senza modifica di mura...logicamente con perizia di un ingegnere....ho chiesto la dia al comune per ristrutturazione creazione di cucina e bagni..se nza nessuna variazione volumetrica...il quale me la ha concessa. Solo che non vuole aggiornarmi ad abitazione civile in quanto si deve aspettare un nuovo piano regolatore....e' possibile come devo fare per accellerare i tempi per far si che anche il comune mi riconosca la categoria a/3? non ce' una procedura che anticipi l'attesa di un eventuale nuovo piano regolatore?
Saluti rino

Anonymous
22 Novembre 2013, 19:50

Nel 2003 ho preso in affitto un'immobile per aprirci un'esercizio commerciale, ho apportato delle modifiche interne con regolare dia. L'architetto che mi ha seguito, a fine lavori mi ha consegnato il certificato di collaudo finale e io ho consegnato tutto in comune con la comunicazione di fine lavori. Oggi a distanza di 10 anni, dopo tre anni che ho lasciato l'immobile cedendo la mia attività ad altra persona e dopo che il proprietario delle mura ha concesso un contratto di affitto nuovo ai nuovi gestori, mi viene richiesta la registrazione al catasto delle modifiche eseguite allora, in quanto, il proprietario delle mura deve fare l'atto notarile con la società di leasing e chiaramente il notaio richiede anche la regolarità catastale. Quello che voglio chiedere è: ma la regolarizzazione al catasto la dovevo fare io? leggo sui vari blog che dovrebbe essere il tecnico che rilascia il certificato di collaudo a rilasciare anche il certificato di registrazione variazione catastale, esiste una legge che mi tuteli a distanza di 10 anni? perchè da quello che ho capito se si faceva allora sarebbe costato una fesseria ma oggi la cosa sarebbe parecchio onerosa. Grazie mille in anticipo.

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