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"Meglio ristrutturare che costruire"

Autore: Redazione

Nel mercato delle costruzioni perdura la crisi. Nel 2011 l'economia delle costruzioni e dell'immobiliare ha visto peggiorare gran parte degli indicatori fondamentali. Per il 2011 si evidenzia anche un'ulteriore contrazione degli investimenti complessivi in costruzioni (-4%). Per le nuove costruzioni si prevede un decremento anche per il 2012, con un calo del 5,3%. Un'idea per ripartire la dà il censis nel suo ultimo rapporto sulla situazione del paese nel 2011: "dalla retorica ai fatti: trasformare la città esistente

"La quota di edifici con più di 40 anni in Italia, soglia temporale oltre la quale si rendono indispensabili interventi di manutenzione consistenti, sta crescendo progressivamente", si legge nel comunicato del censis, secondo cui il 55% delle famiglie occupa un alloggio realizzato dal 1971 e poco meno (1964-1971)

Si tratta di un patrimonio di circa 10 milioni di alloggi che non rispetta le qualità tecnologiche oggi richieste ad un immobile (fino alla metà degli anni '70 in Italia non è stata varata nessuna norma sul risparmio energetico, mentre a partire da gennaio 2012 sarà obbligatorio, per ogni edificio indicare la classe energetica) e che, in ragione della sua avanzata obsolescenza, rischia di perdere parte del suo valore

Ristrutturare i vecchi edifici, secondo il censis, dunque, è meglio che pensare di risollevare il mercato delle costruzioni e di conseguenza quello immobiliare con nuovi edifici

Ma non sono solo le case ad essere obsolete. Secondo il censis, infatti, il diffuso malessere dei cittadini delle principali metropoli italiane deriva da due ragioni: il senso di insicurezza e la difficile gestione della vita quotidiana. A contribuire a questo clima sarebbe il degrado del territorio, lo scadimento dell'etica civica e le criticità del modello di mobilità

Proprio quello della mobilità, dunque, secondo il rapporto dovrebbe essere un terreno di scelte coraggiose e l'ultima sfida per rendere più sostenibili le città, anche attraverso nuove forme di mobilità