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Assicurazione sugli immobili in caso di calamità: e se non fosse una cattiva idea?

Autore: team

Nella situazione attuale che vive il nostro paese, con l'emilia martoriata da scosse continue, l'idea di un'assicurazione privata che sostituisca, in parte o completamente, la responsabilità statale nella ricostruzione post-calamità, non può certo godere di molta popolarità. E infatti l'ormai famosissimo decreto legge 59 è oggetto di invettive e di insulti soprattutto sul web

Per i più è solo un'ulteriore tassa del governo, fatta con lo scopo di scaricare la responsabilità della mancanza di un'efficace politica di messa in sicurezza del territorio sulle spalle dei cittadini. Considerando anche che le assicurazioni italiane difficilmente vorranno farsi carico di case costruite in zone ad alto rischio. Uno sguardo un po' più approfondito a ciò che accade in quei paesi dove un tal regime è la norma, può far riflettere e domandarsi se alla fine non sia poi un'idea così brutta

Il caso più lampante è la francia. Nel paese transalpino, come spiega la deloitte consulting, i privati che stipulano una polizza incendio sono obbligati a stipulare anche una clausula di garanzia contro le catastrofi naturali, con un premio fisso pari al 12% del contratto. Nel caso in cui arrivi una catastrofe che l'assicurazione privata non può coprire, allora, e solo allora, ad intervenire è lo stato con la caisse centrale d reinsurance (ccr). In questo sistema misto (da una parte la polizza privata obbligatoria, dall'altra, lo stato che fornisce una garanzia illimitata) le assicurazioni non possono scegliere chi assicurare e chi no

Un altro aspetto importante riguarda i piani posti in essere dal governo francese da più di un ventennio per la prevenzione dei rischi naturali, e rivolti agli enti locali. I privati cittadini che costruiscono senza rispettare le norme possono vedersi sbattere la porta in faccia all'ora di assicurare la propria casa. È dire: se non rispetti le regole e per una calamità perdi la casa, le spese sono tutte tue, lo stato non mette una lira

Un sistema analogo esiste anche in spagna, dove l'obbligatoria della polizza esiste fin dai tempi della guerra civile.  Negli stati uniti- con la loro lunga tradizione di disastri naturali-  i cittadini che abitano le zone più a rischio possono avere accesso a condizioni di favore (fino al 45% di sconto sulla polizza) sempre e quando gli enti locali abbiano rispettato gli standard del programma di prevenzione.  In francia come negli altri paesi lo scopo è quello di sviluppare una coscienza della prevenzione, dove tutti i soggetti, tanto lo stato, come i cittadini, gli enti locali e le assicurazioni private si assumino le loro responsabilità

Ritornando al nostro paese, l'introduzione del regime delle assicurazioni private trova degli ostacoli non indifferenti. Prima di tutto, nelle caratteristiche stesse del decreto 59 che introduce la polizza privata come ricorso volontario. Da ciò è ovvio che nessuna assicurazione si vorrà far carico di un edificio costruito in zona sismica che non sia stato edificato secondo i criteri di legge. Inoltre, come afferma legambiente, sebbene "in linea di principio l'assicurazione obbligatoria è corretta", tale regime avrebbe un senso "in un paese con standard di sicurezza antisismica già elevati e un'attività di prevenzione seria e avanzata". In Italia si potrebbe tradurre in uno scarica barile che graverebbe solo sui cittadini

Ciò che è innegabile è che lo stato non potrà farsi carico in maniera esclusiva della ricostruzione. Un rapporto della protezione civile nel 2010 parlava di oltre 3,6 miliardi di euro spesi annualmente per i danni da eventi sismici. Una politica di messa in sicurezza delle case è quindi necessaria, promossa con incentivi e sconti nei primi dell'assicurazione

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