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La rivoluzione immobiliare passa per il 3d: come utilizzare il digitale per vendere casa (intervista, video e fotogallery)

Emozionare con le immagini, far vivere un’esperienza completamente immersiva, è questa la sfida che ci si pone con l’applicazione del 3d nel campo immobiliare. Una tecnologia che nel giro di un anno promette di conquistare uno spazio sempre più importante in molteplici settori. A spiegarci come può essere sfruttata in ambito immobiliare sono marcello noia, The capitol hill, e fabrizio icardi, imacorp

Perché realizzare video in 3d?

Fabrizio icardi: per tutto ciò che riguarda la parte architettonica e strutturale, l’immobiliare è uno dei campi dove l’applicazione 3d si adatta perfettamente, molto più che nello sport. Con il 3d si ha una percezione della volumetria dell’ambiente che invece si perde in caso di filmato 2d. Tutto ciò che nel 2d è piatto, nel 3d ha tridimensionalità. Una tridimensionalità reale, non virtuale. Tanto che il 3d tende a enfatizzare la realtà che riproduce, offre una percezione dell’ambiente assolutamente più realistica e aiuta a rendersi conto di quanto e come può essere sfruttato un ambiente

Ci sono feedback positivi?

Fabrizio icardi: sì. L’obiettivo del 3d è rendere il più reale possibile la visione, che diventa una sorta di esperienza sensoriale. Ci si rende davvero conto di quello che è l’ambiente e non lo si vede solo come una copertina di un giornale. C’è poi un altro aspetto da tener presente, quello relativo alla comunicazione e al marketing. Si tratta, infatti, di una tecnologia che incuriosisce tantissimo, perché – al di là di film, cartoni animati, qualche documentario o il calcio – è difficile vedere filmati realizzati in questo modo. Le persone sono molto incuriosite e anche se magari non sono esplicitamente interessate a quella tipologia di immobile vogliono comunque andare a vedere di cosa si tratta

In futuro sentiremo parlare sempre di più del 3d?

Fabrizio icardi: certamente. Oggi il limite del 3d è rappresentato dalla necessità di indossare degli occhiali. Questo per un semplice motivo. Il 3d è l’alternanza di un’immagine che deve essere vista solo dall’occhio sinistro e di un’immagine che deve essere vista solo dall’occhio destro, gli occhialini non fanno altro che oscurare l’occhio sinistro quando viene proiettata l’immagine destra e l’occhio destro quando viene proiettata l’immagine sinistra. Questa sovrapposizione veloce di immagini crea la profondità. Oggi purtroppo siamo ancora legati alla necessità di indossare questi occhialini, ma tra pochi mesi assisteremo all’avvento di nuovi pannelli molto più all’avanguardia e tra massimo un anno arriveranno sul mercato, a prezzi contenuti, dei televisori autostereoscopici che non implicheranno la necessità di indossare questi occhialini. A quel punto la tecnologia 3d verrà applicata in molteplici settori, dall’advertising alla moda

Perché applicare la tecnologia 3d al settore immobiliare?

Fabrizio icardi: l’immobiliare è per noi uno dei settori dove fisicamente riscopriamo una maggiore possibilità di realismo, di apprezzare quelle che sono le proporzioni, la vivibilità degli ambienti. Con l’avvento dei monitor autostereoscopici ad alta definizione sarà possibile bypassare il limite fisico di dover indossare gli occhialini e la strada sarà in discesa. Per quanto riguarda il settore immobiliare, questa particolare tecnologia si rivolge in particolar modo alle case di lusso, sia perché a livello di ambientazioni sono quelle che si prestano di più, sia perché consentono un più ampio margine di investimento in comunicazione e pubblicità

Si può affermare che questa tecnologia sarà presto accessibile a un pubblico più vasto?

Fabrizio icardi: oggi sì. Si tratta sicuramente di uno strumento rivolto principalmente al settore del lusso, ma un domani è possibile che il target venga abbassato. Molto probabilmente si potranno cominciare a prendere in considerazione anche immobili di medio livello. Rimangono comunque esclusi gli immobili di basso livello o completamente da ristrutturare, ma questo perché il 3d rende tutto molto più realistico e di conseguenza così come mette in evidenza i pregi, mette in evidenza i difetti. È bene ricordare che il 3d deve essere utilizzato con logica e con cautela

Ma come funziona? come si realizza un filmato 3d di una casa?

Fabrizio icardi: c’è una sostanziale differenza tra il 2d e il 3d in fase di ripresa, a partire innanzitutto dagli strumenti. Il 3d si realizza con due telecamere separate, una deve riprendere come se fosse l’occhio sinistro e una come se fosse l’occhio destro. In poche parole, più le due telecamere si allontanano più aumenta la distanza dove noi possiamo percepire la profondità. Si tratta di un procedimento molto complesso, in quanto è necessario sincronizzare le ottiche e la registrazione delle telecamere, come se fosse un corpo unico con due anime separate. Sono tuttavia già previste delle telecamere più abbordabili, praticamente delle scatole che invece di presentare un’unica telecamera ne hanno due con una distanza interottica che non può essere variata, ma gli aggiustamenti possono essere fatti in postproduzione

Per questa tipologia di mercato è molto più logico utilizzare camere di questo tipo, perché il loro utilizzo – anche a livello di montaggio, trasporto e ingombro – è molto più semplice. Questi strumenti hanno però dei limiti, chi li utilizza deve conoscerli e saperli bypassare con alcuni trucchi. Noi, ad esempio, abbiamo iniziato a studiare queste telecamere due anni e mezzo fa e abbiamo ottimizzato dei software che ci permettono di poter correggere alcune aberrazioni che si potrebbero creare nel caso in cui l’ambiente che andiamo a riprendere non sia perfettamente conforme a quello che è lo strumento che andiamo ad utilizzare. Saper superare i limiti permette di realizzare filmati efficaci con costi contenuti

Il 3d presenta una difficoltà maggiore rispetto al 2d?

Fabrizio icardi: il 3d è un po’ più complesso rispetto al 2d. Con il 2d per visualizzare un po’ di profondità si tende a mettere a fuoco il soggetto e a sfuocare quello che è il background, con il 3d invece tutti i livelli devono essere perfettamente illuminati e a fuoco. Questo, di conseguenza, implica una buona illuminazione dell’ambiente. A decidere come presentare l’ambiente è l’operatore, in base anche alle sue capacità il tutto sarà più realistico. Applicando il 3d al settore immobiliare vogliamo creare un’emozione, ma con le immagini, non con l’effetto. Quest’ultimo deve servire solo per rendere il più reale possibile la percezione dell’ambiente

Quando è nata l’idea di avvicinarsi a questa tecnologia?

Marcello noia: nel nostro lavoro, con il passare del tempo, abbiamo aumentato notevolmente la qualità sia della fotografia che dei video. Questo perché già cinque anni fa avevamo intuito che la tecnologia sarebbe arrivata a un punto tale per cui le pubblicazioni sui giornali sarebbero andate a perdersi sempre di più fino a scomparire. In tempi non sospetti, avevamo già capito che pubblicare un immobile con una certa qualità rendeva molto di più che mettere il solito specchietto scarno. Nell’ottica di dare un servizio qualitativo elevato a livello fotografico è nata questa collaborazione con lo studio imacorp

Quali sono i vantaggi per il proprietario e per l’acquirente?

Marcello noia: adesso abbiamo quattro immobili con un video cinematografico 3d e abbiamo riscontrato che i proprietari, abituati agli agenti immobiliari che fanno un breve video e qualche foto con lo smartphone, notano la differenza. Se poi consideriamo che gli immobili per i quali abbiamo realizzato video in 3d hanno un mercato estero importante, il beneficio è evidente. All’estero sono più avanti rispetto a noi. Oltreconfine c’è un utilizzo importante della tecnologia e pubblicizzare un immobile in questo modo è fondamentale. Quando abbiamo pensato di utilizzare questa tecnologia, il nostro obiettivo era invogliare, farci scegliere, offrendo una qualità completamente diversa

Quali pensa siano le prospettive per il futuro?

Marcello noia: ritengo che questo sia solo l’inizio. Presto sarà possibile visualizzare i filmati in 3d non solo in televisione, ma anche su ipad autostereoscopico e di conseguenza questo tipo di tecnologia diventerà più accessibile anche per case con un prezzo più contenuto. Fermo restando che per un quattro vani, vuoto e con tre finestre non è possibile fare miracoli. Bisogna essere il più realisti possibile. Quindi, in tali casi, un filmato in 3d non avrebbe neppure un senso. Diverso il caso di un appartamento, anche del valore di 200/300mila euro, bello e situato in una buona posizione, magari arredato con gusto. Entrare nel vivo diquesta cosa è un’esperienza veramente notevole. I filmati in 3d consentono di trasmettere l’emozione dell’immobile

Quanto è importante la tecnologia applicata al settore immobiliare?

Marcello noia: è fondamentale. La tecnologia significa che il mondo è cambiato. Sono sempre di più le persone che utilizzano il computer. Oggi pubblicare l’annuncio tradizionale non ha più senso

Quindi è cambiata la professione?

Marcello noia: sì. Oggi, in teoria, l’agente immobiliare deve essere un esperto di photoshop, di portali, di seo, un ingegnere informatico, un ottimo commerciale e dovrebbe avere un efficiente front office

C’è invece un aspetto negativo nell’utilizzo di questa tecnologia?

Fabrizio icardi: si tratta di una tecnologia che fa vedere le cose realmente come sono. Non si camuffa, anzi. È una realtà completamente immersiva, nella quale ci si rende conto dei dettagli, cosa che invece molto spesso con un filmato bidimensionale, in una fotografia, non si riesce a percepire. Di conseguenza, dove le cose non sono perfettamente in ordine, si rischia di avere una percezione addirittura peggiore del reale. Questo, per me, è il vero e unico limite. Mentre da un punto di vista tecnologico, il limite – ad oggi – è quello di  dover indossare degli occhialini. L’autostereoscopia cambierà completamente le cose e aumenterà gli applicativi 3d

Questo si potrà verificare nel giro di sei mesi/un anno?

Fabrizio icardi: sì. A las vegas hanno già presentato i nuovi monitor ad altissima risoluzione, autostereoscopici. Il problema dei costi sono sempre legati alla produzione. Finché le grandi case produrranno migliaia di pezzi i costi saranno elevatissimi, nel momento in cui si comincerà a produrre su vasta scala i costi saranno bassissimi e alla portata di tutti. A quel punto gli applicativi aumenteranno a dismisura

A quali altri settori la tecnologia 3d si applica bene?

Fabrizio icardi: al settore medicale, ad esempio, in particolare il protesico, dove è possibile avere una percezione anatomica straordinaria, pari alla realtà. E ovviamente a tutto ciò che è architettonico, quindi case, barche, musei

Si può dire che si tratta di una tecnologia molto più vicina e a portata di mano di quanto si immagini?

Marcello noia: di recente la microsoft ha proposto una tecnologia che rivoluzionerà completamente il modo di interagire con il computer. Microsoft hololens, che di fatto sarà disponibile con windows 10, punta a rivoluzionare totalmente il mondo dell’informatica. Questo mi fa capire che siamo sulla strada giusta

Come capire se un un filmato 3d è realizzato bene?

Fabrizio icardi: per capire se un 3d è realizzato bene o male è semplicissimo. Il 3d non deve né stancare né affaticare la vista. Se stanca o affatica la vista, perché le immagini sono iper-realistiche e il 3d è stato esasperato, allora vuol dire che è realizzato male

Ci sono controindicazioni?

Fabrizio icardi: ci sono delle persone con alcuni particolari problemi di vista alle quali la visione 3d può dare fastidio. Si stima circa un 2% della popolazione mondiale potenzialmente non in grado di visualizzare il 3d